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Pramaggiore: si barrica in casa, in azione i carabinieri

Notte di paura a Pramaggiore_ ragazzo seguito dal centro di salute mentale si barrica in casa e i carabinieri fanno entrare in azioni le squadre speciali

Nel pomeriggio di ieri la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Portogruaro viene informata di un ventenne che si trovava all’interno del Centro Salute Mentale di Portogruaro in attesa di essere sottoposto a Trattamento Sanitario obbligatorio, si era dato alla fuga. E’ accaduto a Pramaggiore.

Le pattuglie dell’Arma in circuito si mettevano sulle sue tracce, senza tuttavia riuscire a localizzarlo, se non a pochi passi dalla sua abitazione, dove riusciva ad entrare, per poi barricarsi in bagno.

A quel punto, non potendo escludere che il giovane potesse avere con sé armi o altri oggetti potenzialmente pericolosi sia per la propria incolumità che per quella di terze persone, veniva attivata la procedura prevista per simili scenari.

Evacuata la casa a Pramaggiore

Evacuata la casa, una villetta di proprietà della famiglia del giovane, situata in località Belfiore di Pramaggiore, dove al momento era presente il fratello, veniva staccata la corrente elettrica e l’erogazione del gas.

Mentre i militari della Compagnia si ponevano a presidio degli ingressi dell’edificio, veniva richiesto l’intervento del “negoziatore”, equipaggiato ed addestrato per compiere interventi risolutivi in particolari situazioni di pericolo e ad alto rischio.

Sul posto, per garantire una adeguata cornice di sicurezza, anche i Vigili del Fuoco e un’ambulanza del 118. A meno di un’ora dall’allarme, tutti gli assetti erano già operativi e schierati sul posto.

La trattativa

E’ così iniziata, da parte del negoziatore, la lunga ed estenuante trattativa con il giovane. Un colloquio a tratti drammatico, durato ore e che ha visto il negoziatore impegnato in una difficilissima trattativa, segnata da momenti di tensione elevatissima.

Nelle quasi sei ore il negoziatore ha cercato di persuadere il giovane ad uscire dal bagno ma soprattutto, quando questi ha iniziato ad inviare messaggi telefonici ai suoi familiari in cui paventava di mettere in atto gesti autolesionistici, lo ha tranquillizzato, riuscendo sempre ad avere con lui una interlocuzione, funzionale a distoglierlo da tali insani propositi.

Sei ore in cui ogni parola andava meditata e ragionata alla luce delle conseguenze, anche irreparabili che avrebbe potuto produrre.

Quando tuttavia era ormai chiaro a tutti che il ventenne non sarebbe mai uscito, ma che anzi iniziava ad avere un atteggiamento scarsamente collaborativo tanto da far ancor più temere per la sua incolumità, veniva deciso in stretto raccordo con l’A.G. costantemente aggiornata degli sviluppi della vicenda, di effettuare un’irruzione.

Erano le 23.50 quando gli uomini delle Squadre Operative di Supporto, da ore appostati dietro la porta e le finestre dell’edificio, facevano irruzione nel bagno.

La vicenda

Il colpo dell’ariete che aveva sfondato la porta era ancora nell’aria, quando il giovane, incapace di reagire per la rapidità dell’azione, veniva immobilizzato. Illeso e ancora frastornato il ventenne veniva condotto all’esterno dell’edificio e, dopo essere stato rassicurato dagli stessi militari, affidato ai sanitari.

Una vicenda dall’epilogo non scontato, che ha tuttavia evidenziato da parte dell’Arma, una capacità organizzativa ed esecutiva, anche in termini di tempestività, certamente rassicurante.

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