Gli accordi di dicembre e febbraio mirano a far diventare Venezia un modello industriale unico e aperto a nuove figure professionali.

Il mercato del lavoro ha bisogno di nuove figure professionali sempre più specializzate. È tempo di chiedersi che tipo di figure serviranno nel veneziano nei prossimi anni.

Enrico Piron, Segretario provinciale CGIL Camera del Lavoro Metropolitano di Venezia, sostiene che il futuro del mercato del lavoro e della produzione saranno i database. I database customizzano la produzione sulle esigenze del cliente, diventano fonte di rinnovamento non solo per l’azienda privata, ma anche per i servizi al pubblico e ai cittadini. Piron vede davanti a sé una parcellizzazione totale delle forme di lavoro e cita i casi di Amazon e Foodora. Vede proliferarsi il precariato negativo, quello dominato dalle partite IVA e senza tutela per i lavoratori. Inoltre nota che sempre più laureati entrano in questo universo frammentato del lavoro. Questo tipo di mercato del lavoro scioglie il rapporto diretto tra assiduità lavorativa con un luogo e tipo di specializzazione. La formazione è un diritto di cittadinanza, non è più decontestualizzabile rispetto alla vita lavorativa di una persona e deve accompagnare il cittadino per tutta la sua vita.

Paolo Bizzotto, segretario generale CISL Unione Sindacale Territoriale di Venezia, pone il focus sul fatto che digitalizzazione del sistema si sta diffondendo anche in altri settori, oltre a quello industriale. SI sta passando da un’industria 4.0 a un’impresa 4.0. Molte imprese non conoscono e non usano il nuovo sistema e le evoluzioni tecnologiche delle macchine e pertanto chiedono questo tipo di manodopera che in realtà non c’è. C’è bisogno dunque di potenziare l’alternanza scuola-lavoro, insistere sulla riqualificazione professionale e gestire l’incrocio tra domanda e offerta. Bisogna mettere insieme anche le politiche attive, quindi anche la questione istituzionale.

L’accordo sottoscritto a febbraio è un’intesa con delle linee di indirizzo generali, mentre quello di dicembre 2017 (sottoscritto dal presidente della Confindustria Vincenzo Marinese) è proprio un accordo, un impegno di coerenza. Siamo di fronte ad una grande sfida che riguarda la formazione professionale dei giovani. Bisogna trovare un equilibrio e una possibilità di occupazione. Questo accordo di dicembre è stato definito storico perché si pensa possa essere un anticipatore di quello nazionale e che Venezia possa essere considerata un modello industriale unico proprio per questo accordo.

Brunero Zacchei, segretario organizzativo UIL Veneto, conclude ricordando che le aziende venete stanno ripartendo all’insegna dell’internazionalizzazione e del made in Italy. Aumenta perciò l’export. Si va verso un lavoro di qualità e non bisogna farsi trovare impreparati rispetto a questo connubio tra domanda e offerta.

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