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Pier Luigi Penzo: la storia di uno stadio sospeso sull’acqua

Il secondo stadio più antico d'Italia, un luogo che resta testimone fedele dei cambiamenti di una città che vanta ben 1600 anni di storia

Un luogo magico, costruito su un’isola, sospeso sull’acqua, che ha visto per decenni grandi campioni del calcio battersi per la vittoria. Una storia fitta di debutti, promozioni, successi, sfide memorabili e intitolato in onore del marinaio e aviatore veneziano Pier Luigi Penzo. È il secondo stadio più antico d’Italia, un luogo che resta testimone fedele dei cambiamenti di una città che vanta ben 1600 anni di storia. Una struttura antica che sa affascinare chiunque abbia l’onore di entrarci.

Pier Luigi Penzo

Fu prima marinaio e poi aviatore veneziano, originario di Malamocco. Frequentava l’istituto nautico ma la sua passione era il cielo, che lo spinse a conseguire il brevetto da aviatore. Viene anche ricordato da una statua a Sant’Elena. Un busto che troneggia su un’aquila che stringe fra gli artigli un’ancora, a testimonianza del suo passaggio dalla marina all’aviazione.

Sangue e champagne

Grazie alla Reyer, alla Marziale e dal Venezia F.C. il calcio in laguna ebbe un’impennata. L’epicità dello stadio è passata alla storia con il suo battesimo del 7 settembre 1913, quando la madrina Ines Taddio, figlia di uno dei dirigenti del club, si ferì nel tentativo di aprire una bottiglia di champagne e così la cerimonia inaugurale viene ricordata come un battesimo di “sangue e champagne”.

Dopo l’inaugurazione, il primo match ufficiale di campionato si gioca nel nuovo impianto il 16 novembre 1913 (è un pareggio 1 a 1 col Verona). Ma il momento più bello è quello vissuto il 15 giugno 1941, quando si gioca la finale di Coppa Italia, contro la Roma. Col vantaggio di giocare la seconda sfida in casa, incoraggiati dalla tifoseria, Valentino Mazzola e compagni conquistarono quello che ancora oggi resta il pezzo più prestigioso fra tutti i loro trofei: è Loik, a metà della ripresa, con un colpo di testa a fil di palo, dopo un’azione di Mazzola, a regalare al Venezia la Coppa Italia. Un altro massimo storico è stato registrato nella stagione 1966/67 quando il Penzo raggiunge un numero di ben 26000 spettatori alla partita contro il Milan.

I danni allo stadio

Il Penzo è stadio che ha subito molti cambiamenti nel corso degli anni, alcuni necessari, in seguito a delle catastrofi che colpirono la struttura nel 1970 e nel 2012, quando una tromba d’aria si abbatté su Sant’Elena scaraventando in laguna le tribune e la copertura in ferro, abbattendo il muro di cinta e quello che delimitava l’ingresso alle tribune laterali. Nel maggio 2021 ci furono gli ultimi interventi di ristrutturazione. Gli spalti e le tribune sono stati ampliati e il manto d’erba e gli interni sono stati rinnovati. Modifiche degne della Serie A conquistata al termine dei playoff di serie B, vinti in una sfida al cardiopalmo contro il Cittadella.

Lo stadio ricorda anche uno degli eventi più dolorosi della storia dello sport e del calcio italiano, la tragedia di Superga del 4 maggio 1949. Lo fa con una lapide realizzata dallo scultore veneziano Giuseppe Romanelli su cui sono incisi i nomi dei giocatori che il Venezia lasciò al club Torinese e che morirono nell’incidente aereo. Fra questi, i nomi di Aldo Ballarin, Ezio Loik e Valentino Mazzola con al centro il leone di San Marco e il libro chiuso, simboleggiano il lutto.

Una storia costellata da campioni e successi e il Penzo che ne fa da testimone, conservando tutte le maglie della squadra, dal 1960 ad oggi, e tutti i trofei che riflettono la storia dell’unico stadio costruito sull’acqua.

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