Venezia si prepara alla nuova stagione di alte maree e le previsioni non sono rosee. Il centro storico continua ad abbassarsi senza pause. Ogni anno perde un millimetro, in novant’anni ha perso 35 centimetri il che significa che basta un piccolo evento meteorologico per allagare la città.

Alte maree

La stagione delle piogge è cominciata in Liguria e in Lombardia ed è attesa con apprensione nel Veneto. Ca’ Farsetti non intende farsi trovare impreparata e ha presentato un piano in queste ore per prevenire le future alte maree.

La tempesta Vaia

Lo scorso anno, durante la tempesta Vaia del 29 ottobre, che ha distrutto i boschi nel bellunese, Venezia è stata graziata: se il vento fosse arrivato 6 ore prima, il mare avrebbe raggiunto i 216 centimetri e non i 156 (come è accaduto) e ci sarebbe stata un’altra alluvione come nel 1966.

Nuovo piano

Il nuovo piano prevede il coordinamento di 30 soggetti: musei, scuole, ospedali, questura, aziende di trasporti pubblici. Le previsioni e l’allarme sarà diramato inoltre anche via telegram da quest’anno (l’elenco degli strumenti di comunicazione delle previsioni era fermo dal 2002). Il piano però nasce mozzato perché il comune non ha il pieno controllo della città e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, non ha nascosto la sua amarezza per il mancato passaggio dei poteri di salvaguardia al comune, che avrebbe dovuto avvenire secondo una legge già nel 2015 su decreto del presidente del consiglio.

Sindaco Luigi Brugnaro

“Non solo nessuno ha fatto nulla – ha dichiarato il sindaco – ma nessuno ci ha avvertito che il 4 novembre ci sarà una prova generale delle paratoie del Mose. La diga mobile e lo scavo dei canali sono fondamentali ma non li gestiamo noi.”

Una questione che secondo l’ingegnere Alvise Benetazzo, ricercatore del Cnr-Ismar, è che a fine secolo non avrà più senso perché la linea costiera, a causa dell’innalzamento del mare, avrà oltrepassato la laguna, il mare arriverà circa a Mira e ci sarà bisogno di tirare su muri più che le paratoie.

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