Politica

PDL – il progetto per i tre comuni è di buon senso e aperto a tutti

PDL – il progetto per i tre comuni è di buon senso e aperto a tutti
Sitran: «Nessuna preclusione, ma proprio questo è il momento di fare. Tutti assieme»
«Stupisce che il Movimento per l’Autonomia di Mestre “Piero Bergamo”, sostenitore del referendum, possa essersi sentito “scavalcato” dalla presentazione del progetto di legge della Lega e della Lista Zaia in Regione». Il Gruppo civico Mestre Venezia Due Grandi Città, che sostiene il pdl presentato dal consigliere Alberto Semenzato per lo scorporo dell’attuale Comune di Venezia in tre Comuni (Marghera, Mestre e Venezia), fa chiarezza dopo le dichiarazioni di Stefano Chiaromanni, presidente del movimento mestrino.
«Il presidente Chiaromanni era a conoscenza del progetto di legge, l’ho avvisato personalmente e gli ho anche inviato copia della documentazione. Chiaromanni è stato pure invitato a partecipare alla conferenza stampa in Consiglio regionale ma ha declinato l’invito – puntualizza Marco Sitran, portavoce del Gruppo civico Mestre Venezia Due grandi Città –. In conferenza stampa abbiamo detto che lo studio sui risparmi di 120 milioni di euro nel medio periodo derivanti dalla divisione si rifaceva all’ipotesi di creare due Comuni e non tre, del resto venne presentato nel dicembre 2014. Ma nel corso della conferenza i consiglieri regionali hanno anche portato esempi concreti di risparmio dalla gestione associata di servizi fra Comuni».
Innegabile che un referendum sulla separazione in più Comuni debba godere della massima convergenza di parti civili, politiche ed economiche delle Città interessate. Il referendum è un atto di democrazia, il più importante. Non si tratta di una competizione elettorale e i partiti politici, di qualsiasi colore, dovrebbero essere favorevoli e sostenere la democratica partecipazione popolare. «E’ altresì vero che la politica, nel bene e nel male, è necessaria e i partiti sono ancora il baricentro del potere – prosegue Sitran –. Avere il sostegno di un partito come la Lega, che ha la maggioranza in Regione, non può che essere positivo. Ricordiamo, per chi non lo sapesse o fa finta di non ricordare, che il pdl d’iniziativa popolare 448/2014 ricordato da Chiaromanni non è decaduto solo grazie all’intervento della Lega, riuscita in extremis a far licenziare favorevolmente l’istruttoria. Se non fosse stata votata in commissione la preventiva meritevolezza, oggi quelle 9.000 firme avrebbero perso ogni valore. Se poi il movimento mestrino ha proposte alternative siamo disponibilissimi a dialogare. Si tratta di capire cosa vogliono fare: il referendum non basta bramarlo, bisogna anche seguirne attivamente l’iter e metterci il cuore».
Sulle 9.000 firme raccolte. «Vero che a Venezia sono state raccolte “solo” 2.000 firme e a Mestre 7.000, questo è il segnale che Mestre, come mai in passato, vuole il cambiamento più ancora di Venezia. E la nascita del Comune di Marghera sarebbe un motore per le bonifiche. Questo deve essere uno stimolo in più per il movimento mestrino a marciare concretamente verso l’obiettivo referendum. Ci ha colpito invece quanto successo durante la cerimonia d’inaugurazione della Colonna della Sortita a Mestre. Il presidente Chiaromanni è stato tutto il tempo a fianco del sindaco Luigi Brugnaro e quando questi ha dichiarato “se proprio si deve perché lo chiedono tutti si farà il referendum, ma io sono contrario alla separazione”, non abbiamo sentito una parola in pubblico di dissenso da Chiaromanni».
Un’ultima riflessione il Gruppo civico la dedica ai consiglieri del Partito democratico Bruno Pigozzo e Francesca Zottis che, riferendosi al pdl presentato da Lega e Lista Zaia, parlano di «proposta che punta ad affossare la Città metropolitana. Sarebbe doveroso che Brugnaro si esprimesse su questo sgambetto leghista». «Nel centrosinistra continua ad essere presente una marcata disinformazione: il pdl trae spunto, oltre che dalle istanze dei cittadini, proprio dalla recente istituzione della Città Metropolitana e dal nuovo assetto del territorio. Nessun colpo basso visto che, grazie al nuovo ente locale, si possono ottenere sensibili risparmi di struttura. La legge sulla Città metropolitana prevede infatti l’elezione diretta di sindaco e consiglieri solo previo scorporo del Comune. La stessa Corte Costituzionale ha sentenziato legittimo tanto il nuovo ente quanto il potere attribuito dalla Costituzione alla Regione in materia di modifiche circoscrizionali, comunali e provinciali. Concordiamo sull’invito al sindaco a prendere posizione visto che le nostre richieste erano note in campagna elettorale e sono state riprese fedelmente dalla Lega nel sostenere la candidatura di Brugnaro».

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