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Parola al “signor No Mose”: Michele Boato

A Venezia finalmente con i negozi e le abitazioni all'asciutto grazia al Mose, nessuno piange e c'è tempo per le polemiche

Ai militanti dei comitati No Mose in questi giorni fischiano le orecchie. L’angoscia di commercianti, ristoratori, esercenti e residenti si è trasformata in soddisfazione.

I pensieri di Pancin e Tomaello

Il presidente della AEPE Ernesto Pancin si è tolto qualche sassolino dalla scarpa attaccando i No Mose: “Ora chiedo- ha detto- soltanto silenzio a chi sosteneva che la diga mobile non avrebbe funzionato. Noi invece che abbiamo sempre espresso il nostro si all’opera diciamo bravi e complimenti”.

Più duro Andrea Tomaello che invita chi criticava il Mose a chiedere scusa.

Le parole dell’ambientalista Michele Boato sul Mose

Noi abbiamo chiesto a Michele Boato, uno dei più grandi oppositori delle paratoie un aggiornamento della sua posizione perchè il dibattito è sempre stato utile a migliorare:

“Bene che si alzi il Mose però in ritardo di 25 anni da quando doveva partire: era prima del 2000, con milioni di euro di tangenti e ruberie pagate. Interrotto il rialzo di fondamenta di mezza città, prima di tutto Piazza San Marco, che ancora va sotto. Bene alzarlo, ma non è ancora sicuro del tutto. Tecnicamente si dice che è possibile che vada in risonanza, ossia che ci sia un tilt di tutto per onde troppo grandi. Inoltre enormi costi di gestione. Bisogna vedere chi li pagherà quando si pagheranno. Inoltre c’è l’aumento dei mari per l’effetto serra: fra 20 dovrà stare probabilmente sempre chiuso perchè l’Adriatico sarà cresciuto di molto”.

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