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Paolo Venturini: Intervista all’uomo delle imprese impossibili

Correndo nel punto più alto, nella zona più calda e in quella più fredda del pianeta. Sono i tre primati del runner estremo padovano al quale è stato dedicato un docufilm. Lo ha intervistato per Vittorio Pierobon, già vicedirettore del Gazzettino

Decisamente non è l’uomo delle mezze misure, Paolo Venturini. A 54 anni può vantare 3 primati mondiali. E’ arrivato nel 2014 correndo nel punto più alto mai raggiunto da un runner. 5500 mt di quota del vulcano Gimbazorazo in Ecuador.

Ancora correndo ha attraversato il luogo più caldo del pianeta nel 2017 in Iran, con 67 gradi stabilendo un altro primato mondiale. Poi due anni dopo, ha percorso nel luogo più freddo del pianeta a Yakutsk, in Russia, tra i boschi della Siberia, 39 km in 3 ore e 54 minuti con 50 gradi sotto zero.

Il maratoneta estremo è stato ospite al Centro Culturale Candiani di Mestre durante la proiezione del docu-film Monster Frozen. Il film sulla sua impresa di Marco Rocella. Ad intervistarlo c’era Vittorio Pierobon, già vicedirettore del Gazzettino.

Vittorio Pierobon e Paolo Venturini

Raccontaci cosa è stata per te questa impresa di Yakutsk due anni fa quando hai corsi nel luogo più freddo del mondo.

“E’ stata una grande sfida. Un salto nel buio perchè nessuno ci aveva mai provato prima. Riuscire a portare a casa questo risultato che è stata una notizia per la scienza, ovvero correre 39 km a meno 52,6 è stata una scoperta. Al di là di quella sportiva, ma più che altro scientifica.”

Paolo Venturini, sovrintendente della polizia di Stato ed atleta del gruppo sportivo Fiamme Oro, è stato accompagnato da due medici del dipartimento di medicina dello sport dell’Università di Padova che hanno così potuto acquisire nuovi dati per la ricerca scientifica assieme ad esperti di medicina del freddo dell’Università di Yakutsk.

I prossimi progetti

Tu hai corso nel luogo più caldo del mondo, sei arrivato nel posto più alto del mondo e hai corso nel luogo più freddo del mondo. Adesso cosa tocca?

“In questo momento sto ricostruendo i miei progetti perchè avevo in cantieri il tentativo di traversata del lago Bajkal durante l’inverno siberiano. Le vicende internazionali mi hanno fatto sospendere questo progetto che spero di riuscire a fare in un futuro prossimo.”

Un tuo messaggio ai molti runner e appassionati che vorrebbero imitarti. Quello che fai tu è alla portata di tutti o è per super-uomini?

“Sicuramente credo che sia alla portata di molti. Solo che è necessario allenarsi bene, come anche in una maratona che non è una semplice gara. Sono 92 km e 192 mt che se vogliamo correre dobbiamo sicuramente prepararci e allenarci. Non bruciare le tappe. E’ abbastanza comune vedere si inventano runners in età avanzata e che vogliono subito partire per la Maratona di Venezia o la Maratona di New York. E’ bellissimo il progetto, però diamo tempo al corpo di adattarsi a correre per tanto tempo. Quindi pazienza e vedrete che i risultati arrivano e ci si fa meno male.

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