La Voce della Città Metropolitana

Centri estivi nel Comune di Venezia: parla Paolo Romor

L'assessore alle politiche educative del comune di Venezia, Paolo Romor, parla riguardo la problematica questione dei centri estivi e dell'educazione durante il Covid-19.

Paolo Romor, assessore alle politiche educative del comune di Venezia, affronta l’attuale problema riguardante i centri estivi. L’argomento appare di  estrema importanza in quanto, durante i mesi di pandemia,  i bambini e le loro famiglie sembrerebbero essere stati dimenticati dai vari piani governativi. La riapertura dei centri estivi ha visto un acceso dibattito tra i diversi sindacati che appoggiavano, ancora prima del 15 Giugno(data di apertura delle attività ricreative e culturali come teatri,cinema,discoteche ecc), la riapertura posticipata  direttamente a settembre, costringendo così ad un riposo forzato e forse mal gradito anche tutti gli insegnanti.  I sindacati infatti non erano d’accordo sull’adeguata preparazione alla riapertura di tali sedi educative.

Riapertura dal 1 Luglio dei centri estivi a Venezia

I centri estivi a Venezia hanno riaperto le porte ai bambini il 1 Luglio. Ai bambini compresi nella fascia di età 0-3 anni sono dedicati, presso gli asili nidi, 21 centri estivi che ospitano circa 220 bambini. La fascia di età invece, compresa dai 3 anni in poi e che ricopre quindi  la scuola dell’infanzia e la scuola elementare  conta circa 2’500 presenze ai centri estivi durante tutto l’arco dell’estate. A tali centri sono date in appalto, dall’ente pubblico, 15 sedi gestite da cooperative culturali e  sportive.

L’aiuto dell’ente pubblico veneziano ai centri estivi

L’assessore Romor afferma che gli aiuti provenienti dal comune veneziano riguardano un importante contribuzione decisa durante l’ultima giunta. Al sostengo dei centri estivi sono stati destinati infatti 454’000 euro. Tale decisione vuol aiutare i gestori dei centri che si trovano oggi giorno di fronte ad una vera sfida: serve più personale, sanificazioni continue e spazi omologati alle norme sanitarie per il Covid-19. Romor ricorda inoltre che, non essendo state variate le tariffe dei centri estivi, spetta all’ente pubblico intervenire per colmare il conseguente gap. Viene quindi suddiviso il fondo destinato agli spazi ricreativi:  154 mila euro vengono stanziati per le sedi comunali messe a disposizione per le diverse associazioni ed i restanti 300 mila euro vengono distribuiti fra grest parrocchiali, associazioni sportive e culturali.

L’assessore Romor commenta le parole del Presidente Zaia

Nei mesi scorsi Zaia aveva affermato che i centri estivi sono propedeutici alla riapertura delle scuole. Se tali spazi sono concessi non c’è motivo per cui di bloccare la riapertura delle scuole secondo il Presidente. L’assessore Romor si dimostra in linea con il pensiero di Zaia, affermando che anche per i centri estivi sono previsti spazi aperti e spazi chiusi. Le regole governative che rispettano le linee guida sarebbero dunque analoghe per entrambe le due realtà educative. La sanificazione, la divisione in piccoli gruppi per le attività e il rapporto insegnante-bambino sarebbe quindi il medesimo, come sostiene Romor.

La riapertura delle scuole veneziane a settembre

Romor testimonia che l’ente pubblico in collaborazione con i dirigenti scolastici è in procinto di avviare un’attività di ricognizione degli spazi al fine di costruire un quadro generale della situazione. E’ già in corso una grande collaborazione fra scuole e comune,  vengono infatti forniti i dati inerenti a quanti scolari occupano le diverse sedi.  Il passo successivo, secondo Romor, è quello di analizzare le diverse casistiche e valutare poi la possibilità di usufruire di nuovi spazi.

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