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Pannelli fotovoltaici: sì nei campi ma con paletti

Svolta in Veneto sui pannelli fotovoltaici, paletti sull'applicazione nelle campagne. Via libera a tetti ed aree degradate.

Pannelli fotovoltaici: il Veneto è ad una svolta. La nuova legge regionale approvata in queste ore dà il via libera ad installare pannelli in zone industriali, parcheggi, tetti dei capannoni, aree degradate dal punto di vista urbanistico. Ma mette dei paletti quando si parla di campagne.

I due principi della legge sui pannelli fotovoltaici

Due i principi inseriti nella legge per tutelare le aree agricole di pregio. Quelle protette dall’UNESCO, dove ci sono coltivazioni identitarie, DOP o IGP. Il primo è la presuntiva non idoneità e dunque sarà difficile ottenere l’autorizzazione per le aree di pregio. Il secondo è il concetto dell’asservimento. Ossia, il fotovoltaico sarà a servizio dell’agricoltura e non prevalente. Dunque la proporzione non dovrà superare un ettaro di fotovoltaico su 15 di terreno coltivato.

La nuova normativa è passata con 37 voti a favore e 10 astensioni. Ma qualcuno ha storto il naso, come l’ambientalista Andrea Zanoni. Che vede ostacoli all’applicazione della legge per i troppi equilibrismi.

L’obiettivo della maggioranza leghista è quello di tutelare la campagna senza chiudere la porta alle fonti di energia rinnovabile. Tanto preziose, soprattutto ora, con il calo delle forniture di gas. Anche se va detto, che il Veneto è tutt’altro che in ritardo. E’ la seconda regione, dopo la Lombardia, in Italia per numero di impianti. Assieme le due regioni concentrano il 30% di pannelli fotovoltaici.

Nel paese il 64% è stato installato sui tetti e il rimanente a terra. Nel Veneto invece, si trovano soprattutto sui tetti, esattamente per l’82%. Ora si tratta di capire quanto la nuova legge cambierà il paesaggio agricolo.

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