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Pandemia potrebbe variare oltre due anni: parla Giorgio Palù

Giorgio Palù: i vaccini funzionano contro la variante inglese ma non contro quella brasiliana. Dubbi ancora su quella indiana

Non esistono varianti più letali di altre, ma solo più contagiose lo spiega Giorgio Palù il virologo a capo dell’Agenzia per il farmaco secondo cui la pandemia al contrario di quello che è avvenuto finora nel pianeta, potrebbe durare più di due anni.

La variante inglese

“La variante inglese è iniziata a settembre nel Kent ed è diventata rapidamente nel giro di sei mesi il 90%. La scorsa settimana questa variante in Italia costituiva il 91,4% di tutto il virus circolante.

La buona notizia è che i vaccini funzionano contro la variante inglese, cioè inducono anticorpi in grado di neutralizzarla anche se non con grandissima efficacia.

Gli studi in Israele sono stati un esperimenti in campo aperto dove con Pfizer si sono vaccinati il 90%. Li circolava la variante inglese e sono stati i primi a farselo annullando così l’infezione” spiega il microbiologo Palù.

Le altre varianti della pandemia

“La brasiliana è esplosa a Manaus nella periferia dell’Amazonia in soggetti che erano vaccinati. Anche questa è legata all’aumento della contagiosità e al fatto di evadere dalla risposta immunitaria.

La variante indiana è una somma di due varianti che erano già comparse ma con due mutazioni diverse. La 484 e  la 453 ma erano separate. La 453 era presente anche negli Stati Uniti. Queste due si sono fuse. Non si sa se sia più letale ma è chiaro che se un virus è più contagioso la variante preoccupa.

Nell’animale da esperimento non c’è ancora una prova scientifica che dimostri che queste varianti sono più irruenti o più letali però se mi aumentano di 10 volte l’infettività è chiaro che più persone ho infettato, più trovo un soggetto debole con più morbosità. Quindi è chiaro che mi aumenta il carico e l’impatto sul sistema sanitario e tutto il resto.

Non sappiamo quanto durerà. Una volta vi ho ricordato che nella storia di Venezia non duravano più di due anni ma quella volta le popolazioni vivevano distanziate. Oggi invece c’è una continuità fino all’Antartide quindi lo sviluppo è asincrono. ” Conclude così il suo discorso Giorgio Palù.

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