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Evasori vendevano il pellet a prezzi stracciati: arrestati

Tra gli arrestati dalla guardia di finanza spicca un ex membro di Cosa Nostra, già collaboratore di giustizia. Le operazioni hanno visti impiegati oltre cento militari

Commercializzavano il pellet, riuscendo non solo a evadere le tasse ma anche a immettere sul mercato il prodotto a prezzi assolutamente concorrenziali e strappando così alle imprese oneste le commesse. All’alba di oggi venerdì 12 giugno la guardia di finanza padovana, su mandato della procura di Rovigo, ha notificato sette ordinanze di custodia cautelare e eseguito 51 perquisizioni in varie regioni nell’ambito dell’indagine “Pupari 2.0” che ha smantellato un’associazione a delinquere dedita alla commissione di reati fiscali gestito da padre e figlia siciliani, Giuseppe e Rosanna La Rosa, ciascuno amministratore di società intestate a prestanome.

Vendita del pellet

Il meccanismo è sempre lo stesso da anni: attraverso una ventina di aziende “cartiera” ossia soltanto di facciata, l’organizzazione fingeva prestazioni lavorative per le quali venivano emesse fatture false riuscendo così a guadagnare sottraendosi ai versamenti dovuti al Fisco.

L’indagine

Secondo l’indagine della guardia di finanza di Padova iniziata nel 2018 La Rosa, noto pregiudicato con un passato tra le fila della mafia siciliana,avrebbe in pochi anni evaso imposte per 10 milioni di euro. Le persone indagate nell’ambito di “Pupari 2.0” sono al momento 21, per la gran parte residenti in Veneto, ma non è escluso che la rete delle indagini possa ulteriormente ampliarsi.

Arresti e perquisizioni si sono svolti in Veneto, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia

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