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Padiglione Venezia: per chi ama il cambiamento

La parola d'ordine quest'anno nel Padiglione Venezia della 59esima biennale d'arte è cambiamento

La parola d’ordine quest’anno nel Padiglione Venezia della 59esima Biennale d’Arte è cambiamento. Il titolo è Alloro, simbolo per eccellenza della metamorfosi.

Padiglione Venezia dedicato al cambiamento

La curatrice del padiglione, Giovanna Zabotti, avverte che solo spostandosi all’interno delle sale, si potrà capire il linguaggio degli artisti. Proprio come sta avvenendo in questi anni travagliati in cui solo essendo aperti a cambiare idea si può capire cosa ci sta attorno.

Giovanna Zabotti, curatrice Padiglione Venezia

“Vuole essere un viaggio. Tutti gli artisti, infatti, hanno lavorato allo stesso tema insieme, affrontando visioni e sfaccettature dello stesso tema. Entrare nel padiglione sarà un’esperienza. L’idea è che le immagini, le diverse tipologie d’arte, i profumi e la musica, quest’anno fatta da Pino Donaggio che ci ha dedicato una colonna sonora, scandiranno un percorso. Questa sarà un’esperienza scandita da emozioni in 3D, come dice Paolo Fantin. Cerchiamo di coinvolgere lo spettatore come parte dell’opera.” ha affermato Giovanna Zabotti.

Gli argomenti del percorso

Il percorso affronta 3 argomenti: l’uomo che si avvicina alla natura; la donna e la sua forza; il cambiamento nell’arte.

Il padiglione parla di natura attraverso l’opera di Ottorino De Lucchi, attraverso il mito di Dafne e Apollo reso in chiave moderna dall’artista Paolo Fantin con il Gruppo Officine, accompagnato dalla musica intitolata “Voce di alloro” del maestro Pino Donaggio. Ha parlato, inoltre, di femminilità attraverso il duo di artiste Goldschmied e Chiari.

Per capire bisognerà lasciarsi coinvolgere.

“Non è così difficile in realtà. E’ necessario che dallo spettatore ci sia questo desiderio di volersi far coinvolgere.” ha concluso Giovanna Zabotti.

La 3a e ultima sala è dedicata all’esposizione delle opere vincitrici della 3a edizione del concorso “Artefici del nostro tempo” scelte da apposite giurie per il design del vetro, opere in vetro, fotografia, fumetto e illustrazione, pittura, poesia visiva, video art street art.

Paola Mar, assessore ai rapporti con l’Università

L’assessore ai rapporti con l’Università, Paola Mar, ha anche dato un’anticipazione: apriremo ai bunkers, ovvero agli artisti di strada.

“Stiamo sperimentando, ad esempio la street art. L’abbiamo sdoganata con un premio in artefice del nostro tempo e stiamo lavorando, ve lo anticipo, anche per quanto riguarda i Buskers. Infatti, riteniamo che gli artefici del nostro tempo che hanno visto quasi mille partecipanti siano anche un trampolino di lancio, ma anche che riescano a recepire quelle che sono le nuove arti, un nuovo modo di interpretare l’arte, di guardare il mondo.” ha affermato Paola Mar.

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