Gli ospedali nel veneziano da dove sono passati i contagiati da coronavirus sono chiusi soltanto parzialmente. Un chiarimento doveroso in un momento in cui sembra che l’area metropolitana veneziana sia paralizzata. Soprattutto nei nosocomi Dolo Mirano e Venezia i poli ospedalieri legati ai due clauster continuano a funzionare ad eccezione della chirurgia.

A Dolo, dove il paziente contagiato, ora ricoverato a Padova, è passato per la rianimazione, è stata sospesa temporaneamente la chirurgia di elezione e d’urgenza.  E’ stata inoltre sospesa l’attività del punto nascite, ed è stata mantenuta un’equipe chirurgica per l’emergenza sulle 24 ore.

Aperti gli ospedali del Veneziano

C’è chi ha potuto ha portato i bambini in montagna, essendo chiuse le scuole fino al 1 marzo, ma di fatto molti hanno scelto di barricarsi in casa. A Mirano, dove lo stesso paziente era transitato per il pronto soccorso, è stata prevista la sospensione temporanea dell’attività chirurgica in elezione, anche in questo caso, ma l’accoglimento di eventuali esigenze di chirurgia urgente proveniente da Dolo e l’assorbimento del punto nascite di Dolo. Non verrà effettuato alcun nuovo ricovero ma verranno programmate le dimissioni dei pazienti degenti. Per il pronto soccorso si prosegue con la normale attività.

All’ospedale san Giovanni e Paolo a Venezia, nei reparti dove sono passati i primi due contagiati, ossia medicina al terzo piano, geriatria e rianimazione, sono stati bloccati i ricoveri e sospesa l’attività chirurgica. Rimangono attive tutte le aree non toccate dal problema del coronavirus: materno-infantile, chirurgica, Medicina IV piano, sale operatorie, Neurologia, Dermatologia, Malattie infettive.

Zaia rivede l’ordinanza

A Mestre è stata sospesa l’attività chirurgica e interventistica elettiva fino a nuove indicazioni. Luca Zaia, nel frattempo, mette i paletti all’ordinanza con cui ha chiuso tutti i luoghi di aggregazione. Salva dalla chiusura i centri linguistici, doposcuola, centri musicali e scuola guida, gli impianti sportivi (centri sportivi, palestre, piscine pubbliche e private, campi da gioco) e in generale tutte le strutture quando non prevedono concentrazioni di persone.

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