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Omicidi e uso del coltello. Le parole di Oscar Miotti

Lo psicoterapeuta Oscar Miotti spiega il perché esplode la rabbia, talvolta distruttiva come negli ultimi omicidi, nei rapporti di coppia e perché gli omicidi coinvolgono l'arma del coltello

E’ l’arma bianca, il coltello, che ricorre in questi omicidi efferati scaturiti dalla rabbia in famiglia. Soltanto la scorsa settimana nel Veneto un ragazzo ha ucciso il padre e un uomo la madre 90enne e poi si è ucciso ricorrendo sempre alla forza bruta della lama perchè la rabbia e perchè quest’arma e come intercettare i segnali della voglia dirompente di distruggere la vita di qualcuno. Ce ne parla lo psicoterapeuta il dott. Oscar Miotti.

Le parole di Oscar Miotti, psicoterapeuta sugli ultimi omicidi: “Quando avviene un delitto significa che il  conflitto è andato oltre alla capacità di gestione delle persone. Direi che non si è stati in grado di comunicare il proprio dissenso in maniera assertiva, e quindi, l’unica maniera per riuscire era quella di eliminare l’altro. Perché è stato usato un coltello in questi delitti?

Omicidi per rabbia distruttrice

Forse perché la rabbia era così tanta in questi delitti che non bastava uccidere. Di solito per uccidere basta un fendente, due fendenti per uccidere una persona. Il coltello ha questa caratteristica che permette di esprimere questo lato aggressivo più e più volte. A volte sentiamo che sono state inferte 20 o più coltellate. Questo perché è come se si volesse distruggere l’altra persona che ci ha procurato una rabbia con la quale abbiamo un dissenso.

Vi chiederete se è possibile prevenire questi delitti e direi che è difficile prevedere quando si potrebbero verificare, perché in genere sono imprevedibili, sono come dei raptus, spesso viene detto questo.

Oppure quando ci sono dei suicidi. Generalmente le persone che si suicidano non ce lo preannunciano. Noi possiamo però pensare che una comunicazione del proprio dissenso e del proprio malessere all’altro possa aiutare molto di più che tenersi le cose dentro. tenersi le cose dentro può provocare un’esplosione e, purtroppo, in alcuni casi l’esplosione va oltre, fino ad arrivare a questi delitti.

farei un appello: si può chiedere un aiuto. Nel momento in cui c’è incomunicabilità nella coppia, oppure tra genitori e figli. Ci sono situazioni che molto spesso sono nascoste, che non vengono alla luce. Chiediamo una mano. Ci sono gli operatori. In Veneto abbiamo quasi 11.000 psicologi, ma ci sono un sacco di operatori ai quali possiamo chiedere una mano. Facciamolo e poniamo fine a questa violenza distruttiva.”

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