Proseguono le indagini sul furto di particole avvenuto nella chiesa di San Felice e su cui è calata l’ombra delle messe nere.

Potrebbero essere gruppi satanici che normalmente usano oggetti sacri per i loro riti. A parlare è Don Raffaele Muresu, parroco della Chiesa di San Felice dove sabato scorso con la chiesa chiusa qualcuno si è introdotto e ha rubato la pisside con le ostie consacrate, una croce astile d’argento, un calice e un ostensorio. Sono stati ignorati il denaro e altri oggetti sacri di valore, inclusa una collana d’oro. Particolari che su cui stanno lavorando i carabinieri di Venezia per risalire ai ladri.

Chi ha messo a segno il colpo ha aperto il tabernacolo usando le chiavi di solito conservate in un altro luogo della chiesa, ma spostate per la Settimana Santa. Un particolare di cui soltanto alcuni erano a conoscenza e che dovrebbe restringere il campo delle indagini.

Sul timore che dietro il furto ci siano le messe nere è intervenuto per primo il Patriarca Moraglia definendo l’episodio ancora più grave dell’incendio che ha divorato il tetto di Notre Dame. Il parroco Don Raffaele è sulla stessa linea del Patriarca tanto che ha aggiunto di aver registrato altri furti nelle sue parrocchie in passato, proprio in corrispondenza del periodo di Natale e di Pasqua.

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