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Omaggio allo scultore Gianni Aricò

Con una mostra nella Scuola Grande San Teodoro a Venezia si sono aperte le iniziative per promuovere la conoscenza della figura e dell’opera di Gianni Aricò, scultore, architetto, pittore e medaglista veneziano, mancato nell’agosto del 2021. Tra le sue opere pubbliche più note, ricordiamo i portali del Teatro Goldoni di Venezia (1979) e la fontana di via Piave a Mestre (1986). 

Come un artista del Rinascimento, Gianni Aricò dominava la materia a piene mani, sapeva dare grandezza e verità al suo racconto per immagini riportando in vita miti e archetipi lontani. Ingegnere e architetto, colto ma mai pedante, capace di trattare con inesauribile energia legno, bronzo, ceramica o vetro. Aricò nato a Quero in provincia di Belluno nel ’41, ha realizzato più di mille opere in 50 anni di attività, molte di queste si trovano nella sua patria d’elezione Venezia e proprio al maestoso fluire di un’ispirazione sempre fresca e feconda, è dedicata la mostra “Come un fiume in laguna – Le Venezie scolpite di Gianni Aricò”. Curata da Stefano Cecchetto e promossa dal Comitato per le celebrazioni di omaggio allo scultore e medaglista scomparso a 80 anni nel 2021.

Sandro Cabassi, Coord. Comitato Celebrazioni Gianni Aricò

“Il comitato è nato dall’incontro fra amici di Gianni Aricò e dal desiderio di non alimentare soltanto una nostalgia, ma di lavorare per far conoscere e diffondere l’eredità culturale, artistica e umana di questo loro amico. Ed è per questo che hanno subito cercato un’intesa, una collaborazione con le amministrazioni pubbliche e le fondazioni dei musei per poter dare a questa operazione tutto il respiro che merita”.

E sono tanti i luoghi tra centro storico e terraferma contrassegnati da quei volti espressivi, anche se appena abbozzati. Dai quei corpi voluminosi ed aerei.

Paola Mar, Ass. promozione del territorio- Comune di Venezia

“Normalmente Nemo profeta in patria. Invece Gianni Aricò con il suo contatto con le persone è riuscito ad esserlo, e non è riuscito ad esserlo solo nella città di adozione. Perché ricordiamoci che Aricò è metropolitano per natura, veneto per natura, arriva dal Bellunese e si ferma a Mogliano. Ma ha tutta una serie di opere che sono in giro per la nostra città metropolitana. Ed il patrimonio non è solo ciò che si vede ma l’energia che si lascia. Credo che le sue sculture parlino per lui nella differenziazione dell’uso della materia, che viene data dal fatto che abbia studiato ingegneria. Quindi per i nostri ragazzi e per i nostri cittadini, per chi vive la propria città e anche per chi viene a visitarla questo è un patrimonio assolutamente importante”.

Simone Venturini, Assessore turismo- Comune di Venezia

“Le opere di Aricò hanno segnato la nostra città sia nella parte storica sia nella parte di terraferma contraddistinguendo molti luoghi importanti, dal teatro Goldoni al Duomo di Mestre, alla fontana di Via Piave. Sono moltissimi i suoi segni, quindi è importante riscoprirli anche in chiave di racconto della città, per offrire anche ai visitatori una Venezia contemporanea e una Mestre contemporanea, affinché possano scoprirli camminando tra le calli o le strade di terraferma appassionandosi alla storia di Aricò. Che anche la storia poi della Mestre contemporanea e della nostra Venezia contemporanea”.

L’esposizione fa parte di un più ampio progetto sulle tracce di Gianni Aricò, per valorizzare l’opera dell’ultimo scultore espressionista di Venezia. Rimarrà aperta nella Scuola Grande San Teodoro a Venezia, fino al 28 agosto tutti i giorni dalle 10 alle 18 con ingresso libero.

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