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Si ritorna alla normalità nelle montagne bellunesi

Sta tornando tutto rapidamente alla normalità sulle montagne bellunesi, almeno lungo le strade e le infrastrutture in vista della stagione sciistica.

Si avvicina il ponte dell’immacolata e la montagna si sta preparando a ricevere gli sciatori. Le immagini pubblicate oggi sul Gazzettino, che mostrano il prima, ossia le devastazioni portate dalla tempesta perfetta e il dopo, ottenuto da chi si è rimboccato le maniche e ha ripulito strade e boschi, sono immagini positive.

La provinciale 49 che da Misurina (Auronzo di Cadore) scende a Carbonin in soli 10 giorni è tornata alla normalità. Lo dichiara lo stesso Luca Zaia in un tweet. L’impresa di ricostruire la strada in un tempo così celere è stata attuata da Veneto Strade: senza perdere tempo, lavorando pancia a terra.

Scenario simile, solo quattro settimane dopo quel lunedì di tragedia, a Rocca Pietore, il paese che suo malgrado è diventato il simbolo del disastro e che ora è la fucina del cantiere Dolomiti, dove si lavora a pieno ritmo per transitare dall’emergenza alla ripartenza.

A riconoscere questa capacità dei veneti di rimboccarsi le maniche si è aggiunta anche la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, veneta d’adozione, dieci giorni fa quando, dopo un sopralluogo nelle zone colpite, ha dichiarato che il Veneto è in ginocchio solo quando prega.

Cambiamenti nell’habitat sono previsti: gli abeti rossi saranno sostituiti da pini autoctoni; nei prossimi anni, inoltre, al posto dei tordi bottacci, e di altri uccelli tipici dei boschi maturi, nelle aree devastate si prevede un aumento di scriccioli, pettirossi e capinere.

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