49 migranti a bordo della nave Mare Jonio gestita dall’Ong Saving Humans. Salvini ribatte: «In Italia con il mio permesso non mettono piede»

Si profila un altro caso diciotti e questa volta sulla nave Mare Jonio tra chi gestisce l’operazione di salvataggio per conto dell’ong Mediterranea Saving Humans ci sono anche due veneziani Luca Casarini ex leader dei centri sociali del Nord est e Beppe Caccia ex consigliere comunale di Venezia e vicino agli ambienti dei no global.

I 49 migranti a bordo della nave sono arrivati al largo di Lampedusa ma mentre il sindaco dell’isola è disponibile allo sbarco, il Viminale, da ieri, ha annunciato la chiusura delle acqua territoriali.

Di Maio promette che non sarà un altro caso Diciotti. Ma Salvini considera l’operazione della Ong «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina» e assicura: «In Italia con il mio permesso non mettono piede». Attacca il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti: «Sceneggiata dei forti contro i deboli». Intanto le autorità hanno fatto scendere un giovane migrante per una sospetta polmonite.

Sulla nave ci sono anche 12 bambini e la vicenda è sulle prima pagine di tutti i giornali. La Mare Jonio, nave battente bandiera italiana, nelle scorse ore ha raccolto i naufraghi che stavano andando alla deriva in acque libiche, salvandole. Dopodiché si è diretta verso il porto di Lampedusa.

Casarini è a bordo della nave, Caccia si occupa della vicenda da terra, a Palermo. I due sono tra i tanti che hanno dato vita al progetto Mediterranea, un percorso che ha messo insieme associazioni e realtà di vario tipo, a sostegno dell’acquisto di una nave, la Mare Jonio, con la quale pattugliare il Mediterraneo in cerca di persone da salvare. La nave al momento è al largo di Lampedusa.

La Guardia Costiera ha autorizzato alla nave Mare Jonio un punto di fonda, per ripararsi dal maltempo. Ma fino a questo momento non è stato assegnato un punto Pos, cioè porto sicuro di sbarco.

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