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Mose: dopo l’ultimatum arriva la firma dello sblocco dei fondi

Le società stremate hanno posto un secondo ultimatum e la firma sblocca fondi è arrivata ma non i soldi

Fondi per il Mose: arriva la firma che sblocca i fondi per pagare le imprese decise altrimenti ad abbandonare il cantiere. Rimane un interrogativo, che riguarda l’ammontare della liquidità nelle casse dello stato. La notizia diffusa oggi parla di 58 milioni, ma non ci sono conferme.

La mancanza di fondi

Le imprese in questo momento hanno un solo milione in cassa e 9 di debiti e devono sostenere 20 milioni di spese l’anno a cui si devono aggiungere i test di collaudo. Inoltre da mesi non ricevono denaro perché il Consorzio Venezia Nuova non ha soldi in cassa. A gennaio hanno annunciato di fermarsi entro la fine di febbraio se non vedranno liquidi.

L’ultimatum delle imprese

E ieri, dopo che ad una riunione del Comitato consultivo non si sono presentate né il commissario straordinario Elisabetta Spitz, ne Cinzia Zincone provveditore alle Opere pubbliche, le imprese hanno fatto partire una lettera in cui confermavano il blocco dei lavori per fine febbraio. Questo secondo ultimatum ha sortito finalmente qualche effetto perché Spitz ha reso noto di essere stata informata dal provveditore che ha firmato il provvedimento per consentire l’attivazione dei fondi, senza però specificare l’ammontare. Lo staff del commissario nella nota parla di fondi già disponibili, quindi si tratta di capire quanta liquidità c’è nella casse dello stato.

Mose

Le imprese sanno che sono stati stanziati 700 milioni di euro, ma la cassa evidentemente langue. Ora si tratta di attendere e vedere

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