La Voce della Città Metropolitana

Mose e le fake news sull’acqua alta: intervista a Giovanni Cecconi

Non è vero che si prevede una marea 140 centimetri ossia eccezionale nei prossimi giorni, dovrebbe arrivare a 130 e c'è chi comincia ad attaccare siti troppo allarmistici che danneggiano la città. Ne parliamo con l'ingegner Giovanni Cecconi che ha diretto la control room del Mose fino a pochi mesi fa e ora si occupa proprio dello studio delle maree. Cecconi ha definito false anche altre notizie che circolano in queste ore

Nell’intervista di Maria Stella Donà, vengono affrontati sette punti chiave che riguardano il Mose e chiariti insieme a Giovanni Cecconi, responsabile della sala di Controllo del Mose. Cecconi ha un ruolo di prima linea nel monitoraggio della laguna di Venezia e ha tenuto sotto controllo costantemente, per tutta la durata del fenomeno e successivamente, la situazione problematica avvenuta il 12 novembre scorso, giorno dell’eccezionale acqua granda.

False notizie

La prima domanda riguarda una notizie falsa pubblicata dal sito IlMeteo.it, che ha programmato, con previsioni ben oltre una settimana, marea eccezionale. Notizia non vera, che si sospetta sia stata data solamente per creare un nuovo allarmismo.  Per i prossimi giorni invece si avranno dei valori abbastanza alti ma non eccezionali, che comunque possono cambiare. Cecconi sottolinea: “Basta affidarsi alle previsioni del Centro Maree, che è quello ufficiale. Il Centro svolge un servizio eccezionale. Quello che è successo il 12 novembre non è stata una mancata previsione ma un’imprevedibile perturbazione, rilevata solamente dall’Arpav dell’Emilia che però non aveva riconosciuto che si trattava di un ciclone di vasta entità.

Il malfunzionamento del Mose

Seconda punto: Non è vero che il Mose non è stato usato per un problema di vibrazioni. E’ stata un’istallazione non definitiva di staffe che devono fissare l’impalcatura. “Quello che in realtà ha impedito il funzionamento non è stato il mancato preavviso ma la mancanza di squadre operative. Inoltre – continua Cecconi – non è mai stata riparata la Conca di navigazione dal giorno della sua rottura, Cioè 5 anni fa. Infine, i Gruppi di potenza della struttura non sono mai stati completamente montati, e con essi anche il sistema di automazione e controllo. Forse ci sarebbe stata la possibilità di alzare le paratoie manualmente, ma mancava una preparazione adeguata.

Non un problema di sporcizia

Terzo punto: le paratoie non erano sporche ma erano guaste. Fanpage ha infatti fatto circolare l’idea che le paratoie, innalzate, fossero inagibili per questioni di pulizia. Riguardo a questo abbiamo un’altra notizia falsa. La verità è che erano state sollevate proprio per togliere la sabbia che poteva insinuarsi e sporcarle, quindi erano rimaste alzate proprio per permettere questo. Le Autorità Portuali avevano il compito di avvisare i naviganti della presenza delle paratoie.

Paratoie sotto l’acqua

La quarta domanda riguarda il perchè le paratoie non si trovano sopra ma sotto l’acqua. “I motivi – spiega Cecconi – sono due: in primis perchè ai lati di venezia ci sono dei porti storici e non sono permesse manomissioni. In secondo luogo, il moto ondoso alle bocche di porto porta le paratoie ad oscillare e rompere la fondazione perchè sono monolitiche e il mose è modulare”.

Venezia non sta sprofondando

Quinto punto: non è vero che venezia sta sprofondando. La subsidenza dovuta alle estrazioni d’acqua dai pozzi è finita da tempo. Rimane un movimento dal suolo minimo che non incide sul suolo ed è trascurabile rispetto ai  livello di crescita sempre più grandi sul livello del mare.

Acqua alta diversa da zona a zona

Quinto punto: l’acqua alta a venezia è diversa da zona a zona. questo dipende dal fatto che ci sono dei punti più bassi e dei punti più alti sul livello del mare, e quindi non si può considerare ovunque allo stesso modo.

Non è possibile fare un paragone

Come ultimo punto infine, l’acqua granda del 12 novembre scorso è stata molto diversa da quella del ’66. Cecconi riferisce: “Quell’anno l’acqua è cresciuta e poi abbassata molto lentamente, e quindi ha toccato il punto più alto per più tempo. Acque alte eccezionali sono e saranno ancora possibili, anche fino a 2 metri e mezzo. per questo è importante credere e investire sul Mose”.

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