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Mose: verso l’eliminazione dei commissari

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Si riparte dai cantieri del Mose in stallo da mesi per ridare speranza all’inestimabile patrimonio veneziano e a chi vive e lavora a Venezia. In queste ore da roma sono arrivati segnali sull’ipotesi di sostituire i commissari

I commissari del Consorzio Venezia Nuova potrebbero non arrivare al panettone. Lo staff del Ministro alle infrastrutture Toninelli ha annunciato una decisione in tempi brevi.

L’alternativa più accreditata è l’individuazione e la nomina di un’unica figura di riferimento per il Mose. Lo stesso Toninelli quando è venuto a Venezia e dopo aver incontrato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro a Ca’ Farsetti incalzato dai giornalisti, ha ammesso che sta studiando una soluzione per accelerare i lavori della grande opera.

Alla preoccupazione che vada in fumo un cantiere da 6 miliardi di euro si è aggiunta ora la paura di una serie infinita di acque alte eccezionali come è accaduta nell’ultima settimana. Inondazione di acqua salata terribilmente deleterie per i mosaici della Basilica di San Marco e per i muri e per i preziosi pavimenti di tutti i palazzi veneziani.

Il commissariamento, che dura da quattro anni ha riportato la legalità, ma anche una situazione di stallo nel cantiere. I lavori si sono arenati, mentre si sarebbe acuito lo scontro tra il Provveditore alle opere pubbliche Roberto Linetti e i due commissari Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola.

Nel frattempo i compensi per i commissari, 270 mila euro all’anno, hanno fatto salire i costi della fermata dei lavori, pur nella legalità, a due milioni di euro.

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