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Mose “funziona”, ma oggi Piazza San Marco è stata inondata

Tira aria di ottimismo nel centro storico veneziano dopo la prova riuscita del Mose e Andrea Martella ha annunciato un comitatone a fine mese per prendere di petto le altre due questioni scottanti: grandi navi e scavo dei fanghi

Marea sostenuta fino a mercoledì senza Mose in piazza San Marco, ma si respira un’altra aria a Venezia l’indomani del successo del Mose.

Mose

La diga mobile ha funzionato a dispetto di chi gufava e dunque la città può magari non essere messa in salvo del tutto dall’innalzamento delle acque, ma si può difendere. C’è voglia di ricominciare di rimboccare le maniche e di crederci al punto che ora c’è la determinazione ad affrontare anche la questione delle grandi navi.

Grandi navi

Andrea Martella ha annunciato che entro fine ottobre o durante la prima settimana di novembre, si terrà il comitatone per parlare di grandi navi, ma anche di scavo dei fanghi. Ridondiamo che il porto in questo momento sta vivendo una crisi molto simile a quella registrata nel 2008. Sono diminuite le esportazione a causa della pandemia da Covid, ma necessita di canali navigabili e servono 150 milioni per intervenire.

Acqua alta

Intanto Piazza San Marco è stata inondata anche oggi alle 12,40 con una marea di 98 centimetri per il secondo giorno consecutivo e con lei il nartece della Basilica di San Marco i procuratori di San Marco chiedono di poter installare in via provvisoria le barriere in vetro a protezione della basilica in attesa che il Mose possa entrare in funzione per i 110 centimetri perchè la chiesa non può più sopportare i danni della salsedine.

In agosto il nartece è andato a mollo per cinque volte e lo splendido edificio ha davanti almeno altri sei mesi di allagamenti dato il nartece viene invaso quando la marea supera i 65 centimetri trovandosi nel punto più basso dell’isola

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