MOSE, la costruzione del progetto è stata ultimata, nonostante le indagini e i dissidi. Iniziano i test di funzionamento, consegna prevista per il 2022

E’ arrivata finalmente la posa dell’ultima paratoia del MOSE, con un mese di ritardo e senza festeggiamenti. Il traguardo, che sarebbe stato motivo di orgoglio per le maestranze, i tecnici e le aziende che ci hanno messo l’immagine e il cuore, si è raggiunto in un clima avvelenato dall’inchiesta sulle tangenti e dai dissidi tra le società costruttrici e i commissari.

Nel sito è comparso il video delle operazioni e un annuncio scarno. Quel che conta comunque è la fine del countdown. L’ultima delle 20 paratoie della barriera di Lido-San Nicolò è stata posizionata nel pomeriggio di lunedì 29 gennaio e calata nella notte.

Un’operazione faraonica se pensiamo che stiamo parlando di un colosso da 3 tonnellate; ma anche più complessa delle altre perché riguardava una paratoia centrale che doveva essere calata tra le due vicine. Ora tutti gli occhi saranno puntati sul funzionamento.

La fase di avviamento durerà tre anni. L’opera sarà consegnata il 31 dicembre 2022. Si comincerà già dalle prossime settimane con i test di sollevamento dalla barriera di Treporti, l’unica ad avere gli impianti funzionanti.

Alle operazioni assisteranno i professori delle Università di Padova e Cassino, per studiare il fenomeno della risonanza che è una delle criticità più discusse. Si tratta di capire cioè se, l’oscillazione tra le paratoie, in particolari condizioni meteo-marine, potrebbe far entrare troppa acqua rendendo inefficace il sistema.

Anche gli esperti dell’ I-Strom saranno presenti. L’I-Strom è la rete internazionale che si occupa delle barriere per la difesa dagli alluvioni di Olanda, Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia. Potrebbero arrivare consigli anche su questo fronte.

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