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Morrissey contro I Simpson per la puntata dedicata agli Smiths

Nell'ultimo episodio della storica serie animata l'ex frontman degli Smiths viene presentato obeso e razzista.

Ancora polemica sul mondo dei Simpson. Springfield ha spesso ospitato celebrità popolari e da più di un quarto di secolo la famosa famiglia americana, attraverso la risata, semina incertezza e smaschera ipocrisie col tentativo di indebolire i pregiudizi e le convinzioni della società occidentale. Da giorni, però, la serie tv animata è nell’occhio del ciclone a seguito delle scuse del doppiatore Hank Azaria per aver ridicolizzato, negli anni, la voce del personaggio indiano Apu, denunciando lo sfondo di “razzismo strutturale” che aleggia nella produzione. Ad alimentare ulteriormente la polemica  questa volta ci ha pensato l’ex frontman degli Smiths, Morrissey.

Con un lungo post sul suo account Facebook, il musicista inglese ha espresso tutto il suo dissenso per l’ultimo episodio in cui lui e gli Smiths sono stati protagonisti.

Panic on the Streets of Springfield

L’episodio, intitolato Panic on the Streets of Springfield (ovvio richiamo al verso “Panic on the Streets of London” della canzone “Panic”) ha come protagonista Lisa e la sua ossessione per Quilloughby, l’ex frontman di un gruppo inglese degli anni ’80, Gli Snuffs.

La ragazzina, che scopre la band attraverso un servizio in streaming, è affascinata dall’impegno sociale in favore di un tipo di musica “colta e sardonica”. Tale fascinazione la porta a idealizzare l’alter ego di Morrissey, autore di brani quali “Hamburger Homicide” e “Everyone Is Horrid Except Me (And Possibly You).

Nonostante ciò, dopo aver avuto la possibilità di partecipare al ‘reunion concert’ degli Snuffs, scopre che negli anni l’impegno è venuto meno. Quilloughby ora è sovrappeso, razzista e ha disatteso a tutti gli effetti i suoi principi vegani.

L’accusa di Morrissey

Nel suo lungo sfogo su Facebook, Morrisey prende le distanze dalla cattiva parodia, dichiarando che il solo motivo per cui non proseguirà per vie legali è perché non ha abbastanza soldi e neanche un team di legali adatti all’impresa.

L’accusa, tuttavia, è chiara: “Quando uno show si piega così in basso da usare tattiche così aspre e odiose come mostrare il personaggio di Morrissey con la pancia che esce dalla maglia (quando non è mai stato così in nessun momento della sua carriera) viene da chiedersi quale sia il vero gruppo offensivo e razzista qui.

Ancora peggio, chiamare il personaggio di Morrissey razzista, senza sottolineare alcun caso specifico, non serve a nulla. Serve solo a insultare l’artista”.

La difesa

Il cantante ha spiegato come tali accuse possano colpire direttamente la sua psiche e ferirlo profondamente, anche se ormai è una pratica che lo accompagna da anni.

Molto spesso le celebrità sono esposte agli attacchi continui di “fogli scandalistici”: “Spesso, i fogli scandalistici (perché ci ostiniamo a chiamarli “giornali”?) tentano di ferire psicologicamente un artista, e poi, si spera, suscitare abbastanza odio contro quell’artista in modo che sia fisicamente ferito.

Le false teorie sulla razza sono ora l’aspetto più comune (e noioso) di tutte le critiche che mi fanno e continueranno ad esserlo fino a quando le accuse di razzismo non saranno di per sé illecite”.

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