Radio Venezia Gossip

La moglie di Mike Bongiorno: “Ha protetto suo figlio a Stresa”

"Mio figlio è salito sulla funivia mezz'ora prima dell'incidente - continua - . Non posso non pensare che Mike lo abbia custodito”

“Ci sarebbe potuto essere Michele Bongiorno a bordo della funivia di Stresa precipitata il 23 maggio scorso”. Lo racconta Daniela Zuccoli, vedova 71enne di Mike Bongiorno, ripercorrendo i minuti che hanno preceduto la tragedia costata la vita a 14 persone.

Daniela Zuccoli: “l’energia di Mike è ancora intorno a me”

Così la moglie racconta così la propria vita dopo la scomparsa dell’ex-conduttore nel 2009:

“Se parlo con Mike come se fosse ancora in vita? Non proprio. Non ci sono medium, fantasmi, tavolini che ballano. Coltivo una spiritualità di tipo cattolico, credo nell’esistenza e nell’immortalità dell’anima. Mike è presente con la sua energia intorno a me. Avverto come una tensione sotto lo sterno, che si manifesta in due modi differenti. La prima fa male, è la sensazione dei rari abbandoni. La seconda rilassa e commuove, quando significa che Mike mi approva. E poi lui vede prima di noi, indirizza i nostri destini. Domenica scorsa, per esempio, è successo. La verità è che nessuno muore davvero. Diventiamo universo, ci trasformiamo in energia e questa energia poi si tramuta in un corpo un numero indefinito di altre volte finché non ci ripuliamo fino in fondo.”

La storia d’amore tra Daniela e Mike Bongiorno

Daniela incontrò Mike a Capri nel 1969.

Galeotta fu una sfilata di moda, Mike presentava l’evento: “Avevo 19 anni, lavoravo al cerimoniale grazie a un’amica dei miei genitori che aveva il compito di sorvegliarmi. Gli portai un’aranciata durante le prove, lui era con Lello Bersani, e mi invitò a unirmi al loro tavolo per la cena. Seppi poi che era alle prese con il secondo divorzio, chiacchierammo a lungo, lo trovai divertente. Begli occhi azzurri, lunghe ciglia, grande energia e quel suo fascino all’americana. Mi chiese il numero di telefono di Milano e finì lì. In un anno mi chiamò forse tre volte, credo di avergli detto che ero fidanzata. Non insistette”.

Si sarebbero ritrovati oltre un anno dopo: “L’estate successiva viaggiavo da Forte dei Marmi a Monopoli con tre amici su una Due Cavalli”.

“Mentre facciamo una sosta a San Martino Valle Caudina, ci affianca una macchina con l’altoparlante che gracchia: questa sera Mike Bongiorno in piazza. Voglio andarci, grido. Figuriamoci, cantavamo Contessa, leggevamo il Manifesto, giravo scalza e vestita con un caftano eppure volevo andare a sentire Mike Bongiorno… il simbolo dell’Italia più conformista. Mi impuntai e convinsi i miei amici a rinviare la partenza al giorno dopo.

“Nella piazza del paese mi arrampicai su una impalcatura, feci intenerire Peppe, la sua guardia del corpo, che mi portò da lui: “ora che ti ho ritrovata, mi disse Mike, non ti lascio più andar via”. La mattina successiva sarebbe partito per Vulcano per un periodo di vacanza. Lo raggiunsi qualche giorno dopo. Ricordo la prima volta che facemmo l’amore, dopo mi sono addormentata come una bambina, mi sentivo al sicuro e finalmente protetta. E ricordo anche il suo primo regalo: un orso bianco di peluche che era più alto di me”.

Una storia da “Finché morte non ci separi”

La vedova di Mike ripercorre gli ultimi giorni vissuti insieme al conduttore.

Ricorda ogni dettaglio di quelle ultime ore: “Nell’ultimo mese non aveva dato segnali preoccupanti sul piano della salute, era solo un po’ stanco, ma aveva assunto un non so che di profetico. Il 5 settembre tenne un discorso ai figli, non lo aveva mai fatto prima: ricordatevi, disse loro, di non smettere mai di sognare”.

Poi la partenza per Montecarlo dove Mike sarebbe morto.

“La mattina del 6 andiamo alla clinica ostetrica Mangiagalli dove è appena nata Luce, la figlia di Nicolò. Il 7 partiamo per Montecarlo, dopo cena ci sistemiamo al Metropole, camere separate e comunicanti perché Mike russa come un mantice. Il mattino dell’8 mi viene a svegliare, appoggia i giornali sul mio cuscino e dice: “non mi sento in forma, devo avere esagerato ieri sera al ristorante”. Si va a sedere sulla poltrona della terrazza e si accende un sigaro. Qualche minuto dopo mi arriva sul cellulare una nuova foto di Luce, gliela mostro e lui fa: “che bella, sembri tu quando prendi il sole”. Sono state le sue ultime parole”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button