Mirano litigano per il parcheggio, danneggiamenti continui

Gesti infami, ma difficilissimi da prevenire e punire, scoperti dai Carabinieri della Stazione di Mirano che hanno denunciato in stato di libertà V.S. 72enne, pensionato ma gravato da pregiudizi penali, ritenuto responsabile di plurimi danneggiamenti all’autovettura in un parcheggio pubblico di via Villafranca.

I primi battibecchi

I fatti iniziano dal mese di marzo 2018, quando i due protagonisti hanno un diverbio per questioni di parcheggio. Da questo si passa al primo episodio di danneggiamento: sulla carrozzeria dell’auto della vittima predestinata appariva la prima striscia firmata con uno strumento appuntito. L’episodio si ripeteva in luglio, allorché il proprietario, un professionista con lo studio poco distante, decide – su suggerimento dei Carabinieri che raccolgono la seconda denuncia – di installare una telecamera a bordo dell’auto, in grado di registrare cosa avviene attorno al veicolo anche quando rimane parcheggiato.

Anche i Carabinieri di Mirano, ricevute tutte le segnalazioni, si attivavano con una serie di indagini tra cui il monitoraggio di alcune telecamere pubbliche che riprendono proprio il parcheggio di via Villafranca.

Colto in flagrante dalle telecamere

Queste precauzioni hanno il loro frutto ad inizio settembre. Le immagini della telecamera all’interno dell’abitacolo, che si attiva con un sensore di movimento, registrano un uomo canuto che si avvicina alla macchina parcheggiata inforcando una bicicletta. Non è un semplice passaggio, l’uomo maneggiando uno strumento appuntito si affianca al lato sinistro e con gesto veloce – chiaramente accertandosi di non essere visto da nessuno – lascia il suo segno sulla fiancata, allontanandosi repentinamente.

Gli inquirenti, acquisite le immagini in sede di ennesima denuncia e riscontrandole con altri accertamenti di polizia giudiziaria, riescono a ricondurre la figura dell’anziano ad un nome e cognome: il responsabile è un miranese, già noto alle Forze dell’Ordine per i suoi precedenti penali, cui la “maturità” non ha evidentemente suggerito più miti consigli.

L’ammissione delle colpe

L’uomo, messo di fronte alle proprie responsabilità, a quel punto non ha potuto far altro che ammettere le proprie colpe, venendo denunciato in stato di libertà per danneggiamento aggravato, proprio dal fatto di aver preso di mira un bene esposto alla pubblica fede.

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