Ancora arresti per spaccio di droga in via Piave. Dall’alba di stamane i carabinieri di Venezia sono stati impegnati in un’operazione.

Via Piave: questa operazione ha fatto scattare le manette a 11 tunisini e 2 albanesi. Il maxi blitz segue la retata dell’estate scorsa della polizia dopo la quale sono state portate in carcere 40 persone legate alla mafia nigeriana e chiusi tre esercizi commerciali che facevano da base del narco traffico in via Monte San Michele e pochi passi dalla stazione ferroviaria di Mestre.

Polizia e carabinieri hanno cominciato ad indagare sulla strage di tossicodipendenti causata da una partita di eroina letale venduta proprio a ridosso della stazione di Mestre. Gli investigatori della polizia di stato hanno seguito le tracce di un’organizzazione nigeriana e i carabinieri dal maggio del 2017 hanno indagato su una banda tunisino-albanese.
Gli arrestati di oggi nonostante la cattura dei nigeriani hanno continuato a vendere le sostanze stupefacenti tanto che durante le indagini sono stati presi in flagranza di reato 8 pusher e segnalati alla prefettura 110 assuntori.

Anche in questo caso c’era un’organizzazione i tunisini spacciavano al dettaglio in strada, nei pressi dei parchi e in prossimità delle scuole e avevano il pieno controllo della «piazza di spaccio» perché si avvalevano della copertura e la collaborazione di «vedette» per segnalare i servizi attuati dalle forze di polizia, mentre gli albanesi facevano i grossisti.

Sono giunti il plauso di Luca Zaia. “Bravi i Carabinieri di Venezia, che stanno tagliando l’erba sotto i piedi ad altri mercanti di morte”.”Avanti con la lotta alla droga” ha scritto su Facebook Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia e le Disabilità, con delega all’antidroga.

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