Il meccanismo segue una sequenza ben precisa e ingannevole: i truffatori contattano telefonicamente la vittima chiedendole di rispondere a un sondaggio. In segno di ringraziamento, promettono di inviare a casa dei buoni sconto. Pochi giorni dopo, un finto agente si reca a casa della vittima per consegnare un catalogo e i finti buoni. Davanti ai dubbi della persona (che specifica di non voler comprare nulla), l’agente chiede una firma, sostenendo che serva solo come ricevuta di consegna o per la privacy. Una volta decorsi i 14 giorni utili per esercitare il diritto di recesso, si presenta a casa un secondo agente sostenendo che si tratti di un contratto vincolante per l’acquisto di merce per svariate migliaia di euro. I truffatori usano toni aggressivi per intimorire la vittima, che spesso si lascia prendere dal panico e paga in contanti, con assegni o addirittura sottoscrivendo dei finanziamenti.
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