Articoli di Cronaca

Baby gang: violenza, danneggiamenti e furti. Arrestato 18enne

Faceva parte della "gang" che dal 2019 ha imperversato tra città storica e terraferma. Il tribunale ne ha disposto il trasferimento in comunità

A Venezia Mestre una nuova gang di giovanissimi nel mirino dei Carabinieri. Un diciottenne mestrino arrestato in esecuzione di una misura cautelare.

Cosa è successo

I Carabinieri di Mestre hanno tratto in arresto un diciottenne mestrino. L’arresto è avvenuto su ordinanza di applicazione della Misura Cautelare di “Collocamento in comunità”  per il reato di violazione di domicilio e furto. Il giovane, all’anagrafe Vianello Mattia, era già noto alle Forze dell’Ordine. Era infatti membro attivo della c.d. “baby gang” che ha imperversato in città e in terraferma dal 2019.

Il giovane, che all’epoca dei fatti era minorenne, a buon ragione può vantare “conoscenze” nelle varie forze di polizia. E’ stato infatti denunciato nel corso di pochi mesi da tutte le divise, compresi Guardia di Finanza e Polizia Locale. La motivazioni sarebbero una serie di reati dai più giudicati “minori”, ma che invece costituiscono l’indice dell’indole criminale del soggetto. Si passa dalle resistenza a Pubblico Ufficiale, alla ricettazione. Per poi passare alle lesioni personali, alla rapina ed al danneggiamento aggravato dal fatto che quest’ultimo atto riguardava l’auto della Polizia Locale.

La nuova misura del Tribunale per i Minorenni di Venezia

La nuova misura è stata emessa dal Tribunale per i Minorenni di Venezia. Questa si basa sulle indagini  svolte sotto il coordinamento della Procura dai Carabinieri del Nucleo Operativo e della Radiomobile della Compagnia di Mestre.

Gli episodi di furto denunciati a Mestre erano stati decine sin dal 2018. Questi erano molte volte collegati a violazioni di domicilio. L’oggetto dei furti erano soprattutto biciclette o ciclomotori. Le persone offese raggiungono un totale superiore addirittura alle quindici unità.

I Carabinieri di Mestre, dopo aver raccolto le numerose segnalazioni e denunce, davano luogo agli opportuni approfondimenti investigativi. In esito ai quali, oltre a cristallizzare le responsabilità rispetto ai fatti denunciati, acquisivano a carico del giovane ulteriori gravi indizi di colpevolezza.  Si trattava di decine e decine di furti. I proventi del business criminoso venivano poi traslati in altre attività, tra cui il consumo e lo spaccio di marijuana. Queste attività venivano svolte sempre nel centro cittadino ed insieme al gruppo di giovanissimi, già oggetto di attività repressiva degli scorsi mesi.

Per Vianello si aprono le porte della comunità “Casa San Francesco” di Verona. Nella speranza di intraprendere finalmente un percorso elettivo per evitare di ripetere i gravi errori del passato.

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