Il 15 settembre parte la prima chiamata per la specialità di medicina d’urgenza. Occhi puntati su questo primo step dopo un’estate di polemiche tra l’ordine dei medici e il governatore del veneto Luca Zaia. La chiamata riguarda medici che dopo aver conseguito la laurea si sono iscritti all’ordine dei medici con un tirocinio di tre mesi e un test e hanno dunque l’abilitazione ad esercitare la professione come guardie mediche, ma non hanno la specializzazione. Queste sono le figure su cui punta Zaia per coprire i 320 posti mancanti nei servizi di pronto soccorso.

In un incontro avvenuto a palazzo Balbi con i vertici regionali dell’ordine è stato concordato che a questi medici verrà chiesto di frequentare un corso per affiancare i medici specializzati in medicina d’urgenza. L’ordine ha chiesto che queste nuove figure possano poi accedere alle specialità non solo a livello regionale.

In questo momento infatti il vero imbuto riguarda proprio la distribuzione dei camici bianchi tra le specialità. Sono troppo pochi i posti messi a concorso ed è inevitabile che vadano deserti poi i concorsi per l’assunzione.

La mancanza

In totale però nel Veneto mancano 1300 medici ed è per questo che è stato definito un altro accordo in virtù del quale possano essere assunti gli specializzandi del quarto e del quinto a tempo determinato consentendo loro di finire la formazione con una parte di teoria all’interno delle Università e una parte di pratica e saranno gli atenei ad indicare quale grado di autonomia avranno e e dove dovranno essere affiancati da un tutor e insomma saranno i docenti ad avere l’ultima parola.

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