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Il Mattacino: il pagliaccio del carnevale di Venezia

Il travestimento simbolo della goliardia carnevalesca

In preparazione al carnevale analizziamo la storia di una delle maschere più celebri della festa veneziana: il mattacino. Si trattava di una delle maschere più popolari della festa della città sulla Laguna, simbolo per eccellenza della goliardia del carnevale.

L’origine della maschera

L’origine del nome della maschera mattacino non è ancora chiara. Una parte della storiografia individua l’origine del termine nelle “mattinate”, ovvero una attività che i giovani patrizia erano soliti fare durante la bella stagione. Normalmente in allegri cortei composti da varie imbarcazioni.

Il mattacino era una specie di pagliaccio. Chi indossava la maschera, secondo la tradizione un uomo, era infatti artefice di terribili scherzi goliardici contro non solo sconosciuti ma anche parenti, amici e addirittura innamorate.

Il Mattacino

Secondo la tradizione la maschera del mattacino era composto da un abito bianco e leggero. Alle volte il vestito scelto per interpretare il personaggio poteva essere anche multicolore. Infine, completava l’abbigliamento un cappello dalle lunghe piume.

I mattacini a Venezia erano maschere famose soprattutto per gli scherzi. Erano infatti famosi per il lancio di “ovi profumai” (uova profumate) con le frombole. L’usanza era così diffuso che si creò un mercato fiorente attorno a questi personaggi. Centinai erano infatti i venditori di queste uova “profumate” che venivano lanciate verso sconosciuti, amici, parenti e innamorate.

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