Vincenzo Marinese ritiene che le imprese non possono perdere tempo a star dietro ad ogni demagogia delle minoranze, poiché ci sarà sempre chi protesta.

Approfondendo il discorso già fatto in precedenza, il presidente della Confindustria locale afferma che delle minoranze non si può che farsene una ragione. Qualunque cosa un imprenditore e la sua impresa cercheranno di fare, incontreranno infatti sempre una maggior o minor resistenza a seconda della questione.

Un industriale cercherà sempre naturalmente di remunerare il proprio capitale ed è ingiusto secondo Marinese accusarlo con il senno di poi di aver speculato. Chi vuole contribuire ed esporsi ai rischi in prima persona è libero di farlo, poiché le opere sono aperte al mercato.

La demagogia, i comitati di protesta, gli spot pubblicitari sono tutti elementi che secondo lui rallentano tanto lo sviluppo quanto gli investimenti. E’ giusto al contrario che chi fa impresa, avventurandosi tra i numerosi pericoli che l’economia può riserbare, guadagni se è abbastanza bravo da riuscirci.

Enrico Marchi condivide le opinioni di Marinese, sottolineando però che generalmente un bravo imprenditore non ha in mente solo il profitto.

A suo avviso infatti possiede anche la volontà di dar vita a un buon prodotto e a progetti importanti, dai quali scaturirà il profitto stesso.

Marchi cita infine le parole di Leopoldo Pirelli, secondo il quale: “il profitto è la misura dell’efficienza di un’impresa”.

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