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Marco Zennaro: migliora la sua posizione giudiziaria

Migliora la posizione giudiziaria di Marco Zennaro. L'uomo è in ostaggio in Sudan da più di tre mesi

Migliora la posizione giudiziaria dell’imprenditore veneziano Marco Zennaro, ostaggio da oltre tre mesi in Sudan di un fedelissimo delle milizie ribelli.

Le accuse fatte a Marco Zennaro

Marco Zennaro, però, non può ancora tornare in italia. È stato prosciolto dalla denuncia mossa da un’azienda di Dubai, secondo cui non erano stati consegnati trasformatori già pagati.

Il giudice ha respinto l’accusa di frode avanzata e ora si dovranno attendere sette giorni per l’archiviazione, dato che l’azienda potrebbe ricorrere in appello. Si tratta della seconda denuncia.

Riguardo la prima, venuta da un miliziano che accusava Zennaro di aver consegnato trasformatori malfunzionanti, è già scattata l’archiviazione alcune settimane fa. Però rimangono in piedi le due cause civili. Dunque Marco, pur soggiornando libero con il padre in un hotel, non può lasciare il Sudan. La sua vicenda è seguita con apprensione in tutta la città veneziana.

Cauzione e richiesta di risarcimento

Per l’accusa mossa dall’azienda di Dubai, Zennaro ha versato una cauzione di 800 mila euro e potrebbe anche abbandonare il Paese lasciando il compito di difenderlo ai suoi avvocati. Ma è la prima causa, quella con il miliziano, che lo blocca. Infatti, il sudanese ha chiesto un risarcimento di 700 mila euro.

Trattandosi di ribelli, non si può ricorrere all’istituto della cauzione. Zennaro ha patito tre mesi in un cella con 50 gradi e senza un letto e ha avuto un crollo psicologico. Per il suo ritorno immediato si sta battendo il deputato veneziano Nicola Pellicani, che ha chiesto al Ministro degli esteri Di Maio di intervenire.

“Gli acquirenti sudanesi hanno già fatto un grande affare” è la tesi di Pellicani. Essi hanno i trasformatori, che per effetto dell’aumento delle materie prime valgono il doppio, e anche la penale non dovuta. La vicenda potrebbe chiudersi qui.

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