La Voce della Città Metropolitana

Marco Zecchinel interviene su obbligo di Green Pass e lavoro

Domani giorno in cui andrà in vigore l'obbligo del green pass sui treni e sugli aerei i no vax hanno annunciato il blocco di 54 stazioni alle 14.30 tra cui Mestre, Padova e Treviso. Un clima di tensione che rischia di propagarsi anche negli ambienti di lavoro se dovesse arrivare l'obbligo del passaporto vaccinale anche nelle fabbriche. Ne parliamo con il presidente delle piccole e medie imprese di Venezia Marco Zecchinel

In questa nuova puntata di La Voce della Città Metropolitana ospite Marco Zecchinel, Presidente di Confapi Venezia, l’associazione che riunisce le piccole e medie imprese della Città Metropolitana di Venezia.

Siamo molto curiosi di sapere se questi dati catastrofisti che erano emersi durante i mesi invernali si sono avverati, cioè se sono stati persi così tanti posti di lavoro. Dalle ultime notizie sembra che la situazione non sia andata poi così male, è vero?

Marzo Zecchinel

“Sì, in effetti quando al 30 giugno è scaduto il divieto di licenziamento per le aziende manifatturiere e delle costruzioni c’era chi aveva predetto uno tsunami occupazionale. che per fortuna non si è verificato. Anzi, possiamo rilevare che nel secondo trimestre vantiamo più di 53 mila posti di lavoro. Relativamente al 2019, quindi prima della pandemia, eravamo a circa 50 mila posti, per cui abbiamo un margine di crescita notevole.”

Lo tsunami previsto dunque dai sindacati non è accaduto?

“No, ed è accaduto l’esatto opposto, e questo dimostra il fatto di come non sia possibile determinare la dinamica dei posti di lavoro per decreto o tramite disposizioni legislative, ma i posti di lavoro sono determinati dalla dinamica stessa del mercato. Per questo noi della Confapi auspichiamo che per la fine di ottobre non ci siano ulteriori proroghe del divieto dei licenziamenti. Usciti dal momento di emergenza questo provvedimento mostra tutti i suoi limiti per l’impresa, che ha bisogno di flessibilità.”

L’argomento caldo di questi giorni è il Green Pass, applicato dal 1 settembre anche nei mezzi pubblici a lunga percorrenza.

Oltretutto il vostro vertice nazionale ha chiesto l’applicazione anche negli ambienti di lavoro e voi vi ritrovate ad interfacciarvi con i sindacati, che essendo piccole e medie imprese forse non sono così forti.

“Il nostro Presidente nazionale ha richiesto un incontro con tutti i sindacati dei lavoratori, per stabilire una linea comune e sollecitare al governo l’approvazione dell’obbligo del Green Pass sul posto di lavoro. Questa è ovviamente una scelta che riguarda la sicurezza sul lavoro, che è sempre stato il nostro focus fin dall’inizio, e fin da quando avevamo proposto per primi le vaccinazioni in azienda. Con l’obiettivo di rendere il posto di lavoro l’ambiente più sicuro. Su questo punto anche i sindacati non possono che convenire”, ha detto Marco Zecchinel.

Vorrei capire quindi se c’è tensione nelle aziende, com’è la situazione?

“Assolutamente sì. Essendo le nostre piccole aziende con pochi dipendenti, anche una o due problematiche diventano importanti. Non è più possibile pensare ad un altro inverno in cui ci siano dei lockdown o delle limitazioni all’attività produttiva. È necessaria una valutazione di costi e benefici e riteniamo che la ripresa sia imprescindibile da una vaccinazione quanto più ambia possibile. La questione scuola per esempio, si è risolta, ma l’obbligo deve arrivare per forza dal governo.”

La questione scuola non si può dire risolta interamente, dato che ci sono molti insegnanti che si ribellano al Green Pass.

“È vero, ma al momento sul provvedimento non si stanno facendo passi indietro. Nella dinamica sindacale è un passo importante.”

Ci sono aziende in cui la situazione è particolarmente tesa?

“La linea da tenere è quella di non cedere a differenziazioni riguardo i provvedimenti sul vaccino, o rischiamo di andare contro a una delle regole di base dell’azione sindacale, ovvero quella dell’uguaglianza dei diritti di tutti i lavoratori. Se il principio fondamentale è la salute dei lavoratori non possiamo avere dei cedimenti rispetto a posizioni che non hanno al momento validità scientifica”, ha detto Marco Zecchinel.

Volevo capire se ci sono situazioni critiche in alcune aziende, data la tensione presente all’esterno.

“In questo momento non essendo ancora in vigore l’obbligo del Green Pass, la situazione è ancora piuttosto tranquilla. Sicuramente delle situazioni di criticità si creeranno, e proprio per questo noi in principio proponemmo la vaccinazione nelle aziende. Questo avrebbe consentito di sensibilizzare i lavoratori, in un momento in cui il contrasto non era ancora così aspro. Poi invece si sono scelte altre vie e in questo caso si sono perse delle occasioni.”

Ci sono settori che stanno soffrendo per mancanza di manodopera e settori dove le donne in particolare sono state eliminate?

“La tematica è piuttosto ampia. Diciamo che relativamente ai dati dei centri per l’impiego nella Città Metropolitana di Venezia, la metà degli iscritti sono donne . Si parla del 57% su 300 mila persone. Tutti disoccupati disponibili.”

È notizia di questi giorni il fatto che un’azienda cerchi saldatori e non li trovi.

“Sì, questo è uno degli ambiti in cui c’è necessità ed è questa la dicotomia del mondo del lavoro, ovvero da un lato ci sono questi lavori professionalizzanti e un parco di lavoratori disponibili che non ha le competenze necessarie. Il gap è la formazione e noi di Confapi su questo siamo molto impegnati, ad esempio con corsi di saldatura aperti a 6 disoccupati, in collaborazione con il Fondo Sociale Europeo e tramite la Regione Veneto, che poi verranno impiegati in automatico”, ha detto Marco Zecchinel.

C’è un settore in particolare che si trova in difficoltà?

“Noi in Veneto siamo una realtà che trasforma, ovvero prende le materie prime e ne fa prodotti finiti, per cui abbiamo bisogno di competenze professionali legate alla produzione, perché il nostro Paese è e deve rimanere manifatturiero.”

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