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Marco Bettiol: il mercato immobiliare va a gonfie vele

Il Covid e il lockdown sembrano non aver colpito troppo il mercato immobiliare. Anzi, sono cambiate le esigenze delle persone così come la loro visione rispetto le proprie abitazioni, a volte troppo piccole.

Siamo in collegamento con Marco Bettiol che è il Presidente provinciale della FIAIP, Federazione Italiana Agenzie Immobiliari della provincia. E’ stato eletto eletto da poco e ne abbiamo colto l’occasione per parlare con lui. In particolare di quello che è accaduto nel mercato immobiliare in questi due anni di Covid. A partire dal pre-Covid dove, tra l’altro, pare che il mondo ed il mercato dell’immobiliare stava andando a gonfie vele. Non è andata nemmeno così male durante il Covid. Ora che ci sono i bonus gli agenti immobiliari vedono rosa. Ho sintetizzato bene la situazione?

“Intanto buongiorno. Allora siamo ottimisti ma i conti si fanno sempre alla fine. Se facciamo una fotografia di quello che è successo penso che non ci siano eguali da nessuna parte. Fortunatamente abbiamo retto abbastanza bene. Tenga conto appunto, come le anticipavo, che il settore immobiliare non è fatto soltanto dalle compravendite ma è fatto anche dalle affittanze, locazioni e turismo.”

E aggiungo che è fatto soprattutto di scelte legate alla propria vita sociale. Perchè durante il Covid è cambiato il mondo, per cui la gente ha incominciato a guardarsi attorno. Sentirsi stretto in casa se aveva una casa piccola. Ha incominciato a pensare “perchè non prendermi una casa più grande o una casa con giardino?” E’ cambiato il modo di concepire la casa.

“Si, noi abbiamo visto che il cliente ormai non vuole più rinunciare a nulla. Le case si fanno sempre, mi passi il termine, più ricche di accessori, più grandi. Si cerca lo spazio living piuttosto che l’esterno. Quindi riassumendo che chi aveva l’appartamento vivendo questo periodo di lockdown ha scelto magari il giardino. La cosa bella è che il telefono fortunatamente, non potendo fare visite, perchè fino al 5 di maggio di due anni fa non potevamo fare visite, il telefono è sempre suonato.

Quindi quando abbiamo ricominciato almeno buona parte di noi ha organizzato visite e abbiamo visto proprio questo cambiamento delle condizioni. Quindi chi si approcciava magari con una casa più piccola l’ha cercata più grande. Chi ha messo su famiglia cercava giardino. fortunatamente c’è stato un buon movimento del mercato immobiliare.”

L’offerta com’era Marco Bettiol? Perchè questa è la domanda.

“Ecco, l’offerta posso essere sincero, diciamo che il periodo ha lasciato un po’ sgomenti tutti. I mercati internazionali dicevano che l’immobiliare non si sarebbe ripreso, anzi, sarebbe stato uno dei settori più bloccati. Invece non è stato così fortunatamente perchè si è rilanciato. Infatti anche noi con l’osservatorio Omi, che è l’osservatorio dell’immobiliare almeno sulla provincia di Venezia, abbiamo visto un segno positivo.

Questo non solo nel 2021 ma anche nel 2020. Ci sono state più compravendite e i prezzi si sono leggermente alzati. Cosa ha comportato questo, più investimenti. Noi vediamo, ma penso che sia sotto l’occhio di tutti, che cantieri ce ne sono tanti. Fortunatamente si è creato un bel volano anche sull’edilizia. Non soltanto sul nuovo ma anche sulla riqualificazione del vecchio e dell’usato.”

Tra l’altro adesso c’è tutto un nuovo mondo e una nuova filosofia nel mondo dei cantieri edili. La sostenibilità, l’idea di costruire, proprio grazie ai bonus, senza sprecare dei materiali, senza tra l’altro far fare grandi viaggi ai materiali e quindi inquinare di meno. Tutta questa logica della sostenibilità è in ballo, no Marco Bettiol?

“Beh, è una logica che deve entrare ormai nella cultura. Nel senso che una casa vecchia non per deprezzarla ma, sicuramente, inquina di più, consuma di più. Quindi diciamo ben vengano questi incentivi, bene che siano stati incentivi anche importanti anche dal lato economico. Pensiamo a un sisma bonus piuttosto che un super bonus, un eco bonus, mobili o quant’altro.

Ma perchè? Perché effettivamente le nostre case devono essere performanti. Così devono esserlo dove viviamo, dove anche noi possiamo utilizzare, pensiamo soltanto al bonus mobili che effettivamente è interessante. Questo perché banalmente un frigo che mi consuma tantissimo, se io lo prendo in classe A++ mi da la possibilità di consumare meno e quindi di avere una bolletta visto anche i rincari bollette ultimi è sicuramente un aiuto grande.”

Ma riguardo il bonus come la vede? Secondo lei questo PNRR, che tra l’altro dicono appunto che è ancora in alto mare, lei vede degli effetti? Sta incominciando a vedere degli effetti Marco Bettiol?

“Beh allora direi proprio di si. Prima facevamo riferimento alle gru che ci sono in giro piuttosto che alle impalcature. Quelle sono un segnale non soltanto di costruire qualcosa di nuovo ma sono un segnale anche di riqualificazione di quello che è un parco edilizio usato. Ho visto un segnale positivo non soltanto nell’edilizia privata ma anche nell’edilizia pubblica. Anche il pubblico con questi incentivi si è aperto a rimodernare quello che è il parco degli immobili che ha. Questo per dare anche maggior salubrità. Se devo essere sincero vedevo anche dagli amici amministratori di condominio che ci sono tantissime iniziative nuove.

La gente è molto sensibile all’argomento e investe. Ha capito che l’immobile rivalutato anche a livello energetico può avere una rivendita ad un prezzo superiore di quello che in questo momento potrebbe avere. Ecco, se possiamo dare una valutazione c’è una differenza tra un immobile usato che non è mai stato oggetto di riqualificazione urbana e un immobile che o l’ha avuta o lo sta avendo. Questo sicuramente sul mercato viene accettato meglio.”

Prima del covid, ad alimentare il mercato immobiliare locale erano sopratutto gli extracomunitari che acquistavano case, diciamo anche non belle, da ristrutturare e davano quindi la possibilità a chi aveva una casa vecchia di venderla e di migliorare la propria condizione con una casa migliore. Questo mondo è un po scomparso?

“È una bella domanda. È una nicchia di mercato che invece sta riprendendo molto. Se facciamo riferimento per esempio al sismabonus acquisti, queste case vecchie rappresentano un patrimonio ottimo perché chi investe, soprattutto un costruttore, le compra nell’ottica di ricavare ovviamente non un unità ma più unità, ma sismabonus acquisti si adatta a tutte le nuove unità. Quindi diventa molto interessante per chi compra anche rivendere delle abitazioni che effettivamente sul mercato sennò rimarrebbero ferme.”

Quindi la palla è passata al costruttore più che all’extracomunitario.

“No anche al privato. Ovviamente bisogna anche valutare in che ambienti urbani siamo perché ricordiamoci che il bonus è un aiuto ma non è il placebo. Non regalano soldi a cascata al 100%.”

Si anche perché per rendere una casa sostenibile bisogna rivoltarla come un calzetto se è una casa costruita negli anni ’70 quando appunto sapevamo che erano costruite molto male.

“Non erano costruite male, erano costruite con altri canoni e sicuramente l’efficientamento energetico non era neanche tenuto in considerazione. Oggi abbiamo delle case che sono super performanti. Consumano 1/10 di quelle che potevano essere le case degli anni ’70. Quindi capisce che una bolletta a fine dell’anno per una famiglia incide tanto.”

Soprattutto adesso direi, che la bolletta sta raggiungendo livelli stratosferici. Quindi la percentuale è di 1 a 10. È notevole.

“Eh si. Li vedevamo proprio con la classica casa in certificazione A4. Quindi cosa vuol dire, una casa performante, con un cappotto, con un riscaldamento indipendente, con un fotovoltaico, con la possibilità di produrre autonomamente energia elettrica, e rimetterla ovviamente magari in circolazione piuttosto che una casa anni ’70. La differenza è abissale direi.”

Però, tanto per capire i numeri, quante case del futuro, sostenibili, ci sono in questo momento? Quanti cantieri ci sono aperti Marco Bettiol? Perché da quello che vedo mi sembra che la percentuale sia molto bassa.

“Si è ancora molto bassa. Ma questo perché purtroppo quando noi entriamo su dei contesti che sono condominiali. Partendo dal fatto che riqualificare una casa non è facile, prima di tutto perché ovviamente devono entrare più tecnici. Parliamo del geometra, piuttosto che elettricista, idraulico, quindi è un intervento corale. È un intervento importante ovviamente dove è incentivato. Però bisogna che la casa sia perfetta. Ricordiamo che i bonus sono uno strumento per rendere catastalmente la casa perfetta. Noi purtroppo siamo pieni di tante case degli anni 70. Una casa costruita in economicità, piuttosto che magari con delle regole a volte su cui si soprassedeva. Bisogna partire ad avere una regolarità della casa. Per quello magari si vedono poche case con questi interventi. Però insomma ci sono molti modi per metterla a posto. O professionisti, i geometri, piuttosto che gli architetti  sò che in questo momento sono subissati di lavoro.”

Si, anzi le imprese edilizie li cercano con il lumicino. Questa è l’altra notizia. Direi grazie Marco Bettiol. Abbiamo fatto un focus su questo mondo che è veramente forse uno di quelli che sta cambiando maggiormente le nostre vite.

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