Articoli di Cronaca

Don Giuseppe Bordignon è mancato: per 20 anni cappellano a Villa Salus

La Comunità Salesiana ne dà l’annuncio, martedì 25 alle 15 le esequie all’Istituto Salesiano San Marco

Per lungo tempo è stato l’anima della parrocchia del Gesù Lavoratore di Marghera e per più di 20 anni cappellano dell’ospedale di Villa Salus, don Giuseppe Bordignon di 85 anni è mancato venerdì 21 prima di mezzanotte.

Seppur prevedibile la sua morte lascia nel dolore per la perdita di un vero fratello Le comunità salesiane «A. Zatti» e «S. Marco» di Mestre insieme ai confratelli dell’ispettoria S. Marco.

Don Giuseppe Bordignon

«Don Giuseppe è ricordato in modo particolare a Marghera per i tanti anni di presenza nella parrocchia Gesù Divino Lavoratore allora affidata ai Salesiani con l’oratorio, prima come cappellano e poi come parroco – spiega il direttore dell’Istituto Salesiano San Marco con Silvio Zanchetta –  come parroco per alcuni anni, era stato richiesto anche nell’ispettoria romana a Latina come pure prima a Piazzutta nella diocesi di Gorizia. Poi per quasi vent’anni aveva servito come cappellano nell’ospedale di Villa Salus a Mestre».

Casa Zatti

Con il suo approccio umano immediato e diretto si era conquistato la simpatia anche di tanti operatori per cui quando c’era qualche necessità medica per i confratelli che venivano dalle missioni e poi per quelli di casa Zatti. Negli ultimi anni il suo carattere aveva visto affiorare in lui un’ulteriore delicatezza, una dolcezza, un’attenzione profonda nei rapporti con gli altri ancora più evidenti.

Circa due anni fa  le forze avevano iniziato a venir meno e in quel momento era stato suo desiderio il trasferimento alla casa «A. Zatti» che lui stesso nel 2008 aveva aperto ufficialmente come primo direttore, seppur provvisorio, alla presenza del Rettor maggiore e di madre Oliva fondatrice delle suore Missionarie dello Spirito Santo e della Sacra famiglia.

«L’Unzione degli infermi che gli abbiamo amministrato l’altro giorno lo avrà avvicinato maggiormente a Gesù crocifisso – dice anche don Cornelio della comunità A.Zatti – ora lo affidiamo alle mani misericordiose del Padre».

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