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Non c’è più acqua per le colture: fra 7 giorni lo stop

Sta scadendo il tempo: ancora una settimana e non ci sarà più acqua per irrigare i campi nel Veneto Orientale

Non c’è tempo nel Veneto Orientale per le colture a rischio, a causa dell’assenza di pioggia. L’acqua del mare è risalita lungo i fiumi fino a 30 chilometri e finora l’acqua salmastra è stata ugualmente pompata per irrigare i campi. La concentrazione di sale però è tale da rendere impossibile continuare ad usarla. Tra una settimana-dieci giorni scatterà l’emergenza totale per i raccolti.

Nel territorio tra il Piave e il Tagliamento in questi giorni viene erogato il 40% dell’acqua, che solitamente viene distribuita. La preoccupazione cresce, non soltanto per le colture seminate, ma anche per quelle che verranno.

Andrea Colla, Vice Presidente Consorzio di bonifica Veneto orientale

“Quando abbiamo un calore come quello che si sta sprigionando in questo giorni, abbiamo le colture in sofferenza. Sia quelle già seminate che quelle da seminare. Abbiamo in nostri agricoltori in forte disagio, che chiedono anche interventi strutturali”

Interventi strutturali per mancanza di acqua

Una volta risolta l’emergenza, nella speranza che accada, bisognerà pensare ad interventi strutturali. A questo proposito è atteso un commissario che dovrà occuparsi dei nuovi interventi. Che puntano alla creazioni di invasi. Gli imprenditori agricoli della zona inoltre stanno pensando ad un’altra strada.

Andrea Colla, Vice Presidente Consorzio di bonifica Veneto orientale

“La piovosità si è diminuita del 50% nei primi sei mesi, ma su base annua viene comunque confermata come una piovosità media. Quando l’acqua viene a cadere in periodo che non servono come autunno e inverno, deve essere convogliata e poi ridistribuita in maniera più efficiente. Abbiamo una perdita di fertilità all’interno dei nostri suoli, con un principio di desertificazione e dobbiamo lavorare sulla sostanza organica, sull’humus. E’ l’unica sostanza in grado di trattenere l’acqua piovana più a lungo, e di conseguenza anche lavorare sulla fertilità dei nostri terreni”.

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