Altri sopralluoghi illustri in questo fine settimane sulle montagne bellunesi dove si cerca di fare il punto anche della strage di animali


E’ stato un fine settimana di sopralluoghi quella appena trascorso sulle montagne bellunesi. Dopo il sorvolo con l’elicottero delle zone devastate dell’Agordino del sottosegretario del ministero dell’interno Stefano Candiani è arrivata anche la Presidente del Senato Elisabetta Casellati. Tutti visibilmente colpiti dall’ecatombe dei boschi.

Accompagnati dal comandante interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto Fabio Dattilo hanno appreso che non soltanto la tempesta perfetta ha distrutto la vegetazione di un secolo ma ha sterminato anche colonie di cervi, caprioli, daini, cinghiali, galli cedroni, morti schiacciati sotto gli alberi sradicati dalle raffiche di vento a quasi 200 chilometri orari.

Si è così ingrossato il coro di chi sollecita la chiusura anticipata della stagione di caccia nel trevigiano, nel bellunese e nel vicentino. A Enpa, Lac, Lav, Lipu, e Wwf e al ministro delll’ambiente Sergio Costa si è aggiunto anche il consigliere regionale Andrea Zanoni.

Luca Zaia ha ripristinato l’attività venatoria nel vicentino, sotto la pressione di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia il più votato, cacciatore, pescatore, convinto sostenitore delle politiche legate alla gestione del patrimonio faunistico ed ambientale, ma confermato la sospensione della caccia nel bellunese fino al 16 novembre.

A fare da contrappeso ora c’è il consigliere regionale Andrea Zanoni che ha scatenato una forte polemica sui social. Per il momento però non è possibile fare un censimento di quanto animali sono morti. Anche se secondo il biologo Renato Semenzato, consulente del parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi è probabile che siano i volatili ad avere avuto la peggio ma tra l’inverno e la primavera è prevista una ripresa della fauna

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