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L’importanza del Made in Italy nel mondo della scarpa

Made in Italy è sinonimo di qualità, nel settore della calzatura. Ma quanto non ci viene detto dall’etichetta della scarpa nel momento dell’acquisto?

Il Made in Italy è il vero valore aggiunto della scarpa prodotta in Riviera del Brenta, secondo Gilberto Ballin. I materiali e i metodi di lavorazione distinguono la scarpa prodotta nel distretto da tutte le altre calzature, è unica al mondo.

La concorrenza con le calzature realizzate (parzialmente o interamente) all’estero si fa sentire se la scarpa prodotta è destinata ad un mercato medio, non supportata da nessun grande brand internazionale. Il cliente non è infatti abituato a riconoscere una calzatura al 100% made in Italy.

Trent’anni fa è iniziato un percorso lungo per le aziende vinicole italiane, che in seguito allo scandalo del vino a metanolo si sono reinventate, facendosi spazio fra i mercati mondiali a causa dell’elevata qualità del vino prodotto nel nostro Paese (oggi secondo, per vendite, al vino realizzato dai cugini francesi). Lo stesso si deve fare con la calzature: la qualità del made in Italy deve essere intrinseca alla scarpa interamente prodotta in Italia.

A livello europeo, il concetto di “made in” non è riconosciuto, motivo per cui esistono aziende che costruiscono brand utilizzando nomi italiani senza poi effettivamente esserlo, e che mettono in commercio scarpe con prezzi molto bassi, prezzi con cui i calzaturifici che davvero creano una scarpa totalmente made in Italy non possono competere. In Europa ci sono dealer commerciali soprattutto tedeschi e dei paesi nordici che approfittano di questa mancanza di legislazione riguardo al “made in”.

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