Made in Italy, la tradizione che dovremmo pretendere e valorizzare nonostante le nuove mode culinarie

Nel 2019 mangeremo da schifo! Così intitola Miriam Romano il suo articolo su Libero. La giornalista spiega che sperimentare in cucina va di moda ma possiamo anche evitare ogni tanto di seguire le tendenze della stagione ed essere fedeli al nostro caro made in Italy.

Scelta più intelligente tenerci strette le nostre tradizioni culinarie, evitando latte di piselli, torte di alghe o la new entry acqua di cactus.

Il giro di soldi che gravita intorno all’industria agroalimentare però è di grandissime proporzioni. Lo stato dovrebbe imporre sulle etichette l’indicazione dell’origine di ogni ingrediente che compone il nostro cibo. Ma così non è.

L’unica speranza è che il nuovo Parlamento dell’Unione europea che uscirà dalle imminenti elezioni sia più sensibile alle tematiche. Molti paesi europei combattano per il loro “made in”. Noi siamo forse diversamente europei per non pretendere il rispetto di questa regola?

Deve esserci concessa, per così dire, la possibilità di scegliere tra il made in Italy e l’alternativa, essendo in possesso di tutte le informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here