Il suo nome è associato alla grande cittadella di hotel in Via Ca’ Marcello. Lui è l’architetto Luciano Parenti. L’abbiamo intervistato oggi per parlare del progetto ormai portato a termine che può offrire ai turisti 1830 posti letto.

Il progetto

“Il progetto degli hotel in Via Ca’ Marcello va avanti da circa tre anni e i quotidiani hanno sempre raccontato di questa iniziativa” afferma Parenti. Tre anni per terminare l’opera però possono sembrare pochi considerando le lungaggini burocratiche, ma l’architetto ha sempre sostenuto lo slogan di “o facciamo, o facciamo”. Il segreto è quello di essere convinti, visto che tutto era perfettamente in regola nel rispetto delle normative. Non c’era quindi motivo per ritardare i permessi.

L’obiettivo del programma

L’obiettivo: andare a riqualificare una zona estremamente degradata della città. “La sede amministrativa della società che prima era insidiata nel sito – spiega Luciano Parenti – si era spostata e lì c’era solo un deposito di ferri vecchi”. L’area era anche estremamente inquinata e molto è stato investito per la bonifica.

Gli investitori stranieri

I grossi imprenditori stranieri che prima di investire in questo programma di riqualificazione si fanno fare analisi e certificazioni da strutture internazionali. Il risultato?Mestre poteva ancora accogliere 20.000 posti letto in tutto. Il problema che ci si è posti rimane: Mestre diventerà una città di turisti? La risposta di Parenti è secca: “No. Rimarrà quella che è con un’occasione in più per differenziare l’offerta che ha per diventare una città turistica.

Il sogno di via Ca’ Marcello

Il suo sogno è che via Ca’ Marcello diventi un luogo in cui adulti e bambini possano trascorrere momenti di divertimento e tranquillità. Un po’ quello che è successo alla ex Fabbrica Junghans dopo l’intervento fatto, ora punto di ritrovo dei ragazzi per giocare all’aperto.

La carriera di Parenti

Parenti, nato e vissuto a Venezia, ha avuto l’opportunità di lavorare tra gli anni ’70 e ’80 in Regione. Questo lo ha portato a viaggiare molto per l’Europa, nello specifico per stilare una classifica degli ospedali che operavano al meglio, in modo da crearne un modello simile nel nostro paese. Ancora oggi si utilizza questo modello individuato dall’architetto, in cui si riconoscono l’ospedale di zona, provinciale e regionale. Ognuno di questi ha caratteristiche specifiche e differenti tra loro, ancora oggi in uso.

A Venezia, oltre alla Junghans, intervento molto importante di riqualificazione in cui sono stati realizzati 350 appartamenti, è in corso un’ulteriore sfida: la Celestia. Il desiderio è di creare una residenza alberghiera. Conclude spiegandoci che la sua idea principale quando opera è creare non solo qualità, ma anche bellezza: quest’ultima infatti “intimorisce” positivamente, spinge il turista e il residente a voler mantenere la bellezza e di conseguenza la pulizia, la cura del luogo in cui si trova.

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