Stanno Facendo un 48

Luciano Lamarca: il piano pandemico non era sufficiente

Il Dott. Luciano Lamarca afferma che la pandemia era un'eventualità probabile, tuttavia il piano pandemico disposto dagli stati non era adeguato

Covid, che cosa non ha funzionato? Questo è l’argomento della prima puntata di “Stanno Facendo un ’48″, trasmissione condotta da Patrizio Baroni. In questo video il dottor Luciano Lamarca del piano pandemico disposto dagli stati non era adeguato.

Le critiche al piano pandemico del Dott. Lamarca

“Si dice che questa pandemia fosse inaspettata: se così fosse stato l’organizzazione mondiale della sanità non avrebbe ritenuto necessario invitare tutti gli stati membri ad allestire e predisporre un piano pandemico. In questo piano sarebbe previsto chi fa cosa e quando, qual è la prima linea se scoppia la pandemia che ovviamente è la medicina del territorio, e non le terapie intensive. Quelle sono solo la punta della piramide”.

“Inoltre un piano pandemico avrebbe obbligato tutti a predisporre un consistente quantitativo di dispositivi di protezione individuale, che a inizio pandemia mancavano, e non parlo solo delle mascherine”

La questione degli arretrati

“Uno degli interventi del nostro comitato – continua il medico anestesista e palliativista Luciano Lamarca – fu proprio quello di richiamare l’applicazione della legge 81 del 2008, il famoso testo unico sulla sicurezza. Al titolo decimo riguarda i rischi da contaminazione degli operatori da agenti biologici. Questa legge mette in capo al datore di lavoro la responsabilità anche penale delle inadempienze.  È evidente che il non aver predisposto in maniera tempestiva ed adeguata un sistema di prevenzione degno ha messo in difficoltà tutto il sistema”.

“Un altro aspetto importante da ricordare è la chiusura di interi reparti ospedalieri e la trasformazione di alcuni ospedali come quello di Jesolo o di Dolo in covid hospital. Ha consentito di fatto di reperire quei medici e infermieri che necessitavano per potenziare le attività sui reparti covid.

Questo però ha comportato che ci siamo ritrovati con un arretrato di un migliaio di visite ambulatoriali non eseguite, di chemioterapie e interventi chirurgici non effettuati. In estate sembrava ci fosse uno spiraglio per prendere respiro e recuperare glia arretrati, ma così non è stato. Ora ci ritroviamo con tutto l’arretrato dell’anno scorso e tutto quello della nuova zona rossa”.

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