Lunedì arriveranno nuove restrizioni, ma non saranno colpite le attività produttive. Così Luca Zaia durante la diretta in cui ha annunciato che le nuove misure saranno decise dal governo. In cantiere una convenzione con i medici di base per effettuare dei tamponi.
Luca Zaia ha esposto il problema della carenza di personale medico operativo in questa situazione di emergenza sanitaria.
Le parole di Luca Zaia
“Mancano medici, il tema dei medici è il centro della questione. Mancano 56.000 mila medici a livello nazionale. Come regione, abbiamo stanziato per la specialistica 9 milioni di euro per 90 borse di studio, oltre a quelle che vengono stabilite a livello nazionale.
Il problema è proprio la mancanza di programmazione nella formazione dei medici. Inoltre, vi è una confusione rispetto al loro inserimento.”
Il problema dell’inserimento nel mondo lavorativo
“Per quanto riguarda la formazione, i futuri medici, fanno sei anni di scuola, di università, cioè un anno di più rispetto i colleghi europei.
Dopo questo tempo, vi è un anno di abilitazione e poi la specializzazione di 5 anni, quando gli altri colleghi europei fanno due o tre anni.
Abbiamo l’esempio del medico Santucci, medico non specializzato, che ha salvato la vita ad una persona, ad una signora, in treno, applicando un massaggio cardiaco.
Io resto convinto che, e nessuno si offenda ogni volta che lo dico, i medici una volta laureati devono subito entrare in corsia. Io non sono contro le specializzazioni, ma fatto sta che limitano la parte pratica e operativa che è necessaria.
Limitazioni rappresentate da una cultura che vuole preservare numeri limitati nelle specialità. I medici devono essere messi nelle condizioni di poter lavorare. Noi stiamo facendo di tutto per questo.”
La questione degli infermieri
“Adesso abbiamo il problema degli infermieri. Noi stiamo assumendo infermieri, ma ce ne sono, e quelli che ci sono spesso sono persone che migrano dalle Rsa. Quindi, sono magari dipendenti di una cooperativa o precari di una Rsa, e passano al pubblico.
Siamo passati dal non iscriversi all’università perché poi sarai disoccupato ad andare ad iscriversi all’università perché non ci sono medici, mancano le qualifiche.
Stiamo anche proponendo di fare corsi brevi per intensivisti. Quando hai 500-800 terapie intensive, non vi sono intensivisti adeguati. In Italia non ci sono, nel mondo non ci sono. La nostra regione è quella con più terapie intensive per abitante.”









Ah la sanità…che grande problema la nostra sanità! Speriamo in bene, anche perchè la situazione sembra calare a picco ora dopo ora…