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Lilia Patranel uccisa dal marito per gelosia a Spinea

Di nuovo una donna ammazzata dal suo compagno, di nuovo una morte violenta accoltellata e di nuovo il movente è la gelosia il possesso. Spinea si è svegliata stamani con un altro delitto nel suo territorio, ancora vivo il ricordo delle 63 coltellate che nel 2010 hanno stroncato la vita di Roberta Vanin

Ancora un altro femminicidio, questa volta è accaduto a Lilia Patranel a Spinea, nel Veneziano.

Lilia Patranel: l’omicidio

Lui Alexandru Dimitrova, romeno 45 anni, ha accoltellato a morte la moglie Lilia Patranel, moldava di 41 anni.

Sarebbe accaduto verso la mezzanotte in via Mantegna, quasi al confine con il quartiere veneziano Petignano. In casa c’era il piccolo di quattro anni che pare non sia stato coinvolto. I vicini non avrebbero sentito rumori né grida. L’uomo avrebbe dato l’allarme verso le cinque del mattino. I Carabinieri giunti sul posto lo hanno portato in caserma dove si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. E’ stato poi portato in carcere.

Le indagini sul femminicidio di Lilia Patranel

Dalle prime informazioni trapelate il movente sarebbe stato la gelosia. Lilia avrebbe già denunciato il compagno in passato, ma poi avrebbe rimesso la querela.

Secondo alcune indiscrezioni raccolte tra i vicini la coppia abitava in un condominio di otto appartamenti, le liti in famiglia erano frequenti. Lei, che faceva lavori di pulizia nei palazzi, avrebbe rivelato a qualche conoscente che la picchiava e la insultava.

La sindaca di Spinea: una sottocultura da combattere

La sindaca di Spinea, Martina Vesnaver, indignata ha parlato di sottocultura da combattere in un territorio che ha registrato in passato, nel 2010, un altro femminicidio quando la titolare di un’erboristeria, Roberta Vanin, di 46 anni, è stata uccisa da 63 coltellate.

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