È importante usufruire della tecnologia come uno strumento. L’abuso non è mai corretto, per questo l’uomo deve rimanere in primo piano rispetto a qualsiasi tipo di comodità

Un servizio uscito di recente sulle testate nazionali coinvolge la Svezia in una questione un po’ particolare. Alcune persone si sono fatte applicare un chip sottopelle per evitare di portarsi dietro l’abbonamento del treno. Si parlava poi di un futuro in cui le persone diventeranno mezze uomo e mezze robot. Questo non per colmare una disabilità, ma per potenziale le proprie capacità.

Questo “bip” ora serve per il biglietto del treno, ma poi potrebbe servire per sorvegliare le persone. L’estremizzazione di qualsiasi processo è aberrante, sottolinea Simone Cason, presidente di Koinè. Aggiunge che la tecnologia va bene, ma che la gente dovrebbe ricordarsi di essere al centro. Se continuiamo a gravitare attorno alla tecnologia, diventeremo suoi schiavi.

I ragazzini di oggi, ad esempio, possiedono un cellulare ià prima dei 10 anni di vita. Sta anche al genitore scegliere se darglielo o meno. Non bisogna pensare che un bambino sia un emarginato sociale perchè l’unico a non avere il cellulare. E neanche che se non gli viene dato presto non impari a usarlo, perchè non appena un giovane d’oggi prende in mano un smartphone inizia a usarlo dopo pochi minuti. Il problema è l’abuso. Dev’essere uno strumento per vivere, non uno strumento di vita.

 

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