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Jesolo, Zoggia: “L’ennesimo inciampo del consigliere Santin”

Il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia replica alle affermazioni espresse alla stampa locale dal consigliere della Lega, Venerino Santin, in merito alla situazione di piazza Mazzini e della movida giovanile. "Le affermazioni non solo sono pesanti ma mancano di visione".

“Ci risiamo. Arriva l’estate e, come da “tradizione”, anche l’ennesimo inciampo del consigliere Santin. Questa amministrazione di Jesolo conosce bene i problemi che riguardano piazza Mazzini e più in generale la cattiva movida che ha causato episodi spiacevoli nella nostra città. Ma le affermazioni fatte dall’esponente della Lega non solo sono pesanti ma mancano anche di visione. Parlare di ipocrisia, cinismo e addirittura connivenza da parte dell’amministrazione, come se quest’ultima volesse favorire certi comportamenti è grave e chi lo dice deve essere pronto ad assumersi le responsabilità che conseguono a certe affermazioni.

Jesolo e Piazza Mazzini

L’amministrazione di Jesolo ha sempre preso sul serio il tema della movida e ha messo in atto tutte le iniziative e le misure possibili per garantire la sicurezza in città. Piazza Mazzini è videosorvegliata, così come il lungomare, qui addirittura con telecamere in grado di riprendere a 160 metri di distanza. La Polizia locale presidia la piazza e, durante l’estate pianifica anche servizi notturni che, in certi casi, vanno anche oltre le competenze del Corpo.

Lo spaccio

Contro lo spaccio vengono organizzati servizi interforze, in particolare con l’Arma dei Carabinieri e con le rispettive unità cinofile. Tutto questo è stato fatto nei limiti delle possibilità della pubblica amministrazione. Jesolo è una città che da sempre accoglie giovani, la quasi totalità dei quali frequenta i locali e i luoghi del divertimento con responsabilità e rispetto per sé e gli altri.

Movida

Poi c’è quella minoranza di giovani che si ubriacano fino a superare il limite, sotto effetto di stupefacenti o che per uno sguardo sbagliato arrivano alle mani. Se di fronte a questo fenomeno di cattiva movida si pensa di risolvere il problema con la chiusura dei locali, si dimostra di non aver capito la realtà jesolana. Non è con queste misure che si argina o si risolve il problema, considerato chi eccede lo fa con alcool acquistato in negozi e minimarket o addirittura portato da fuori. La questione vera rimane l’educazione o la mancata educazione: è la radice su cui si deve intervenire. Su cui devono intervenire dapprima le famiglie e chiunque abbia un ruolo nella crescita dei giovani e poi anche le istituzioni.

L’amministrazione fa il possibile e la sua parte per coniugare la voglia di divertimento con un divertimento responsabile ma se c’è qualcuno che supera le righe, allora anche le Forze dell’Ordine devono fare la loro parte, specialmente se gli episodi si verificano in luoghi pubblici dove la competenza nei controlli è ben definita. Ci deve essere collaborazione e cooperazione, tra istituzioni, attività, associazioni e Forze dell’ordine”.

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