riabilitazione cardiologica

“Trent’anni fa di infarto si moriva in moltissimi casi, oggi è un evento superabile, il tasso di mortalità è infinitamente più basso, si fanno le cure e si fa la riabilitazione. Sembra assurdo pensare che, come ci dicono i medici, negli Stati Uniti è l’infortunato ad essere pagato per fare la riabilitazione. Ma non lo fanno come investimento, lo fanno soltanto per creare condizioni in cui le assicurazioni abbiano minori rischi e quindi minori esborsi. Qui da noi, i pazienti hanno a disposizione un pacchetto completo che è dato dalla sanità pubblica”.

Il percorso di riabilitazione cardiologica

Con queste parole, oggi, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha inaugurato all’ospedale di Jesolo il nuovo percorso attrezzato per la riabilitazione cardiologica, creato sulle dune della spiaggia a due passi dal mare con un investimento di 361.000 euro. All’evento era presente anche l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin. Entrambi sono stati ricevuto dal Direttore generale dell’Ulss 4 Veneto Orientale Carlo Bramezza.

Le parole di Zaia

“Questo percorso riabilitativo è l’ennesimo segno concreto di una sanità che cresce – ha aggiunto il Governatore -. Non credo che ci si debba trovare di colpo in una situazione di mancanza dei servizi per capire qual è il livello di qualità del nostro sistema sanitario. Ma per difendere questo modello è necessario non farsi condizionare da quelli che hanno sempre la luna storta e vedono solo negatività. Io sono sempre convinto che si debba lavorare per far meglio ma se qualcuno ha altre soluzioni di successo ce le esponga. La nostra sanità si affida a persone che lavorano per risolvere i problemi, non che ne creano”.

“Dico ai Veneti di guardare attentamente quello che hanno sotto gli occhi e, personalmente, non posso che ringraziare le migliaia di donne e uomini che lavorano nella sanità veneta – conclude il Presidente Zaia – in una rete di 68 ospedali, erogando 80 milioni di prestazioni all’anno dal trapianto più sofisticato alle cure per un’unghia incarnita. Pensiamo che il 95% dei tumori al seno in Veneto ha un esito positivo, che è garantito lo stesso percorso oncologico a tutti, indipendentemente che abitino nei paesi più lontani delle Dolomiti o del Polesine piuttosto che in città a Padova poco distante dallo IOV; che siamo l’unica regione che ha investito in ogni hub provinciale 6 milioni di euro per un robot chirurgico. Questa è la sanità che cresce”.

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