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Jesolo, occupazione degli hotel al 18%. Maschio: “momento di incertezza”

Prime rilevazioni del sistema h-benchmark sugli hotel. Da metà maggio a metà settembre, ad oggi l’occupazione media nelle strutture alberghiere è del 18%

Da tempo si sente parlare di HBenchmark, l’innovativa piattaforma di Hospitality Data Intelligence, una piattaforma a sostegno di tutte le strutture alberghiere che raccoglie, visualizza e aiuta a interpretare le informazioni su prenotazioni passate e future. Da metà maggio a metà settembre, ad oggi l’occupazione media nelle strutture alberghiere di Jesolo è del 18%: ancora poco. Per quanto riguarda il ponte del 2 giugno si registra un leggero aumento, pari al 30%. GUARDA ANCHE: Coprifuoco alle 22: imprenditori attaccano i virologi

L’avvio della stagione a Jesolo

Il periodo di incertezza sta fortemente condizionando l’avvio della stagione a Jesolo, con un mese di giugno che, nella prima quindicina di giorni (fatta eccezione per il “ponte”), sta facendo emergere delle disdette, con una conseguente occupazione media del 15%. Il mese di luglio si assesta, al momento, sul 23% di occupazione media negli hotel.

Rispetto alla rilevazione di quindici giorni fa, c’è stata una inversione di tendenza sulla nazionalità. Al primo posto ci sono gli italiani, seguiti dai turisti di Germania e Austria. Significativo anche il dato delle “stelle”: gli hotel a 4 stelle e 4 stelle superior hanno una media del 25% di occupazione, praticamente il doppio dei 3 stelle. Una testimonianza di quanto la qualità sia sempre più ricercata nei turisti e su questa si deve continuare ad investire. GUARDA ANCHE: Jesolo, coprifuoco alle 22 fino a luglio: piovono le disdette

Il commento del presidente Alberto Maschio

“I dati confermano che va mantenuta, come Aja ha sempre dimostrato di fare, moderazione nell’analizzare la stagione in un momento di così grande incertezza; avere un atteggiamento diverso significherebbe non avere rispetto per quanti stanno attraversando ancora maggiori difficoltà, e questo non è mai stato nello stile e nello spirito di Aja.

Il mercato impone analisi su dati reali ed oggettivi e non su sensazioni o su esperienze personali. Se, poi, ci sono parametri differenti dal nostro, se questi si basano, ad esempio su sistemi curiosi come la rilevazione delle telefonate ricevute invece che sulle prenotazioni reali, siamo pronti a sederci attorno ad un tavolo e
confrontarci.

Convinti, però, che il momento difficile che stiamo attraversando e l’evoluzione del fare turismo, impongano analisi sull’economia reale, nell’interesse della programmazione: sono finiti i tempi delle azioni determinate dalle sensazioni. Va precisato inoltre che, ogni categoria e ogni settore, ha delle dinamiche e degli andamenti differenti, per cui le analisi devono tenere conto delle peculiarità di ogni singolo settore, senza rischiare di equivocare quando si parla di andamento turistico.

Invito tutti a ritrovare consapevolezza ed equilibrio nel fare considerazioni sull’andamento stagionale, ricordando che le parole hanno un peso ed un valore e questo può determinare la scelta di un turista, ma anche una decisione politica sul nostro futuro. In particolare, in un momento come questo dove le varie bozze di Dpcm sembrano minare una operatività sostenibile e praticabile.

Si invita a concertare, come avvenuto nel 2020, le linee guida con le associazioni di categoria: gli imprenditori hanno già dimostrato grande senso di responsabilità. La politica non pensi di percorrere la strada senza consultarsi con chi opera sul campo ed ha piena visione di ciò che avviene, oltre che rispetto per la salute e la sicurezza dei cittadini”.

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