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Jesolo: episodi di violenza, scende in campo Confcommercio

Un clima di violenza che preoccupa per le ripercussioni sociali, ma anche per quelle economiche. Jesolo definita "Miami dell'Adriatico"

Avv Alberto Teso, Delegato comunale Confcommercio Jesolo

“Confcommercio Jesolo ha deciso di scrivere al Sindaco, al prefetto di Venezia e al Ministro dell’interno, per sapere quale sia il gettito generale complessivo generato dalla città.

È una domanda volutamente provocatoria, perchè noi riteniamo che, a fronte del lavoro di migliaia di imprese, decine di migliaia di lavoratori che concorrono nel produrre un patrimonio importante di lavoro e ricchezza, non corrisponda un altrettanto importante impegno da parte dello Stato, soprattutto sul fronte dell’ordine pubblico”.

Continui episodi di violenza a Jesolo

Tre persone con ferite da arma da taglio, è il bilancio di un violento litigio avvenuto a Jesolo, al civico 10 di via Nautili, e ora si sta seguendo la pista di un’azione punitiva. È soltanto l’ultimo episodio violento di un’escalation che Jesolo registra ogni estate, e, in particolare in questa: che segna il liberi tutti dopo la pandemia.

Un clima di violenza che preoccupa per le ripercussioni sociali, ma anche per quelle economiche. Incalcolabili i danni all’immagine di quella che, alcuni, si sono sbilanciati a definire la “Miami dell’Adriatico” e per questo scende in campo la Confcommercio, e lo ha fatto inviando una lettera alle istituzioni da cui dipendono le forze dell’ordine; per chiedere rinforzi sufficienti per prevenire risse e accoltellamenti.

“Riteniamo in sostanza – continua Teso. – che Jesolo dia molto di più di quello che riceve. Siamo molto preoccupati e arrabbiati: perchè ogni anno si presenta lo stesso identico problema. Arrivano 10/20/30 agenti di polizia in più durante l’estate, e non ci si rende conto che Jesolo passa dai 20mila abitanti durante l’inverno, a 200mila residenti durante l’estate; che durante i weekend possono essere anche di più. Quindi, è chiaro che gli stessi agenti che avevamo nei mesi invernali sono del tutto insufficienti a garantire l’ordine pubblico durante i mesi estivi. E 20/30 unità in più, servono poco più a sostituire il servizio di quelli che vanno, giustamente, in ferie”.

Paura che il business si blocchi

Non solo rabbia, ma anche paura. Proprio in un momento in cui, nonostante la crisi energetica, l’inflazione, l’invasione dell’Ucraina, la macchina turistica lungo la costa si è rimessa in moto. E soltanto il timore di venire aggrediti durante una passeggiata serale, potrebbe fermare il business.

” Queste continue notizie su problemi di ordine pubblico delle zone centrali del Lido – continua Teso. – creano disagi, creano una pessima immagine della città e quindi: creano un danno a tutte quelle imprese e a tutti quei lavoratori, che, invece, dedicano ore della loro vita, tutti i giorni, proprio per creare ricchezza, per creare benessere e pagano un fior di tasse, a fronte delle quali ci dev’essere un impegno costante e proporzionato dello Stato”.

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