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Jesolo, arriva la squadra prevenzione crimini

Arrivano rinforzi a Jesolo all'indomani della sparatoria che ha terrorizzato decine di persone mentre si rilassavano in un locale. Il giro di vite, ossia la chiusura degli accessi alla spiaggia e il divieto di vendere alcolici la sera, non ferma l'escalation di violenza

Più pattuglie in giro e rendere inaccessibili le spiagge non controllabili la sera, è la ricetta del questore di Venezia Maurizio Masciopinto per fermare l’escalation di violenza a Jesolo. E all’indomani della sparatoria che ha terrorizzato turisti ed esercenti come in una scena da film su Far West, annuncia l’arrivo di altri 12 uomini specializzati del Reparto Prevenzione Crimine di Padova.

“I dati ci dicono – ha spiegato il questore – che i controlli serrati di queste settimane hanno ridotto gli episodi di violenza nella città balneare”. Sono cioè calate le risse che si sono contate a decine prima del giro di lite in Piazza Mazzini. “La sparatoria – ha aggiunto – è l’apice di un clima figlio della ricerca di eccessi nel primo anno dopo il Covid. Fenomeno che si sta registrando anche in altre città italiane”.

Jesolo, la sparatoria

Chi ha vissuto gli istanti della sparatoria, ora però ha paura di uscire di casa. Sono stati sparati 5 colpi da qualcuno all’esterno del Crazy Mojito’s, verso un tavolo all’interno del locale con dentro una 60ina di persone. Poteva essere una strage. I baristi si sono nascosti dietro al banco, gli avventori hanno cominciato a fuggire e ad inciampare uno sull’altro, e il ragazzo sotto tiro è scappato. Fortunatamente verso una zona vuota del locale.

Pare si sia trattato di una vendetta perché la vittima, che ora ha un polmone traforato, aveva fatto arrestare il fratello dello sparatore. La polizia ha un quadro chiaro di quanto è avvenuto. E in queste ore ha anche arrestato per tentato omicidio un giovane trevigiano che nella notte tra il 2 e il 3 luglio in Piazza Mazzini, ha accoltellato un altro minorenne per futili motivi. LEGGI ANCHE: De Zotti: “Servono certezza della pena e linea decisa su rimpatri”

Angelo Faloppa, Presidente Confrommercio San Donà-Jesolo

Il fatto che la polizia abbia identificato i responsabili rassicura commercianti e albergatori. “Questa è l’ennesima dimostrazione di come in mancanza della certezza della pena i delinquenti si sentano in qualche modo liberi di continuare a commettere reati” – ha commentato Angelo Faloppa, presidente della Confcommercio di San Donà Jesolo. E ha aggiunto che è una città sicura e deve continuare a fare di tutto per rimanerlo.

Anche Pierfrancesco Contarini, presidente degli albergatori, definisce Jesolo una città sicura. E considera quanto accaduto un fatto episodico. Non si illude invece che l’immagine di Jesolo passi indenne da questa notte violenta Luca Zaia, che chiede l’intervento dell’esercito, il pugno di ferro e la tolleranza zero. “Dobbiamo tenere presente – ha aggiunto – che il turismo nelle spiagge del Veneto significa 32 milioni di presenze annue. Il 66% delle quali sono straniere”.

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